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Il paradosso dell’ecosistema

15 Novembre 2012

Il paradosso dell’ecosistema

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I creatori di software e hardware di enorme successo si sono dimenticati di applicare le proprie ricette al proprio ruolo.

C’è parallelismo tra le fuoriuscite di Steven Sinofsky da Microsoft e di Scott Forstall da Apple, uno subito dopo l’uscita di Windows 8 e l’altro dopo il lancio di iOS 6, fonti cruciali di guadagni per le rispettive aziende.

Interessa poco se abbia deciso il singolo o l’azienda, l’andamento delle vendite, la cura del prodotto, tutte cose di cui avremo nozione reale tra anni e forse neanche. Invece, attenzione a che cosa scrive ai dipendenti l’amministratore delegato Microsoft Steve Ballmer del sostituto di Sinofsky, Julie Larson-Green:

La sua prospettiva unica sul prodotto e l’innovazione e la sua capacità collaudata di collaborare efficacemente e perseguire obiettivi trasversali all’azienda ci sarà utile nel suo nuovo ruolo.

Così comincia altrimenti l’annuncio ufficiale di Apple su Forstall:

Apple annuncia oggi modifiche al proprio assetto dirigenziale che incoraggeranno una collaborazione ancora migliore tra i reparti di eccellenza assoluta dediti a hardware, software e servizi.

Collaborare, collaborazione.

Sinofsky e Forstall evidenziano un tratto comune: hanno creato prodotti e valore a livello straordinario, e isole di potere dalle quali trattare il resto dell’azienda in modo indifferente o perfino apertamente ostile. Ai contrasti con Sinofsky si addebitano unanimemente gli addii a Microsoft di talenti come Ray Ozzie, Robbie Bach e J. Allard. L’aneddotica autorevole su Forstall racconta di come, scomparso Steve Jobs, i pari grado evitassero di incontrarlo se non alla presenza del nuovo amministratore delegato Tim Cook, il quale ha recentemente scritto una lettera aperta di scuse riguardante le imperfezioni del servizio Mappe di iOS 6. Mappe di cui era responsabile Forstall; ma la lettera è di Cook, nell’azienda dove per un problema precedente – la valutazione ambientale EPEAT dei Mac – aveva scritto il responsabile Bob Mansfield e non l’amministratore delegato.

Analisti e critici sono unanimi nell’affermare l’importanza degli ecosistemi per il successo dei prodotti tecnologici. Paradossale e profondamente istruttivo che per creare quei prodotti si sia lavorato internamente con logica contraria e che questa sembri alla lunga non pagare nemmeno se il terreno di competizione, invece del punto vendita, è la sala riunioni.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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