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Il mercato clandestino, ma non troppo, nei numeri di carte di credito

17 Maggio 2002

Il mercato clandestino, ma non troppo, nei numeri di carte di credito

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Che le carte di credito non siano ancora un mezzo di pagamento sicuro in Internet è un fatto ampiamente noto.
Generalmente si ritiene che uno dei motivi del faticoso e lento decollo del commercio elettronico sia proprio la sfiducia dei consumatori verso questa forma di pagamento.
Anche se noto a tutti, sembra tuttavia che la reale portata ed estensione del fenomeno sia ancora sconosciuta e, probabilmente, anche ampiamente sottovalutata.
Un recente articolo del New York Times getta nuova luce su tutto il sottobosco del furto e della ricettazione dei numeri di carte di credito, mettendo in luce aspetti preoccupanti ed insospettati.
Secondo il quotidiano statunitense, esisterebbe un florido commercio di compra vendita dei numeri di carte di credito, che si svolgerebbe in forum o canali IRC che di solito sono situati in Russia o in Ucraina.
Un esperto di sicurezza informatica che spia questi luoghi di commercio clandestino, ha riferito che uno dei “mercati” più attivi e fiorenti è gestito da un diciottenne di Odessa che è noto nell’ambiente con il nome di Script. Il mercato di Script fa parte di un’organizzazione che viene chiamata “la famiglia” dai circa nove membri che vi appartengono.
Sembra, inoltre, che addirittura sia stato organizzato, ad Odessa, il “World Carders”, una sorta di conferenza clandestina di circa 40 appartenenti al giro delle carte rubate. I compratori di numeri rubati sembra che siano generalmente asiatici, russi e arabi.
In genere i numeri vengono rubati dai cosiddetti “black hat hacker”, gli hacker “cattivi”, quelli che svolgono la loro attività non per romanticismo tecnologico, ma per effettivo tornaconto personale. Il valore di un numero rubato, in questo mercato sommerso, varia in relazione alla disponibilità, ma il prezzo estremamente basso farebbe pensare ad un’enorme offerta di numeri rubati.
In certi periodi un numero rubato viene venduto a soli 40 centesimi di dollaro e raramente arriva a 5 dollari.
In genere vengono venduti pacchetti di 250 numeri a 100 dollari.
È facile immaginare l’uso che i compratori fanno di questi numeri.
Uno dei problemi più importanti è valutare il danno complessivo che comportano questi furti.
Questa valutazione non è semplice, ma molti analisti concordano nel ritenere che si aggiri su 1000 milioni di dollari all’anno.
Sebbene questa cifra sembri enorme, è tuttavia una piccolissima parte del giro d’affari complessivo legato alle carte di credito: Visa, da sola, ha un giro d’affari di 900.000 milioni di dollari all’anno.
I consumatori sono, in genere, protetti da questo tipo di frode. Tuttavia è chiaro che i costi di questi furti vengono riversati sugli utenti sotto forma di costi più alti delle carte di credito.
Senza creare allarmismi, è evidente che tutto ciò porta, almeno, a due conclusioni.
La prima è la gravissima carenza generalizzata dei sistemi di protezione e di sicurezza: niente sembra più facile che rubare numeri di carte di credito.
La seconda è che questo fenomeno è ampiamente sottovalutato e poco conosciuto, senza contare il fatto che spesso chi subisce un furto tende a ridimensionare, o addirittura nascondere i fatti, nel timore che possano danneggiare la propria immagine e credibilità commerciale. La strada per arrivare ad un accettabile livello di sicurezza dei pagamenti mediante carta di credito è ancora lunga e tutta in salita, ma è un percorso obbligato se si vogliono creare i presupposti per un vero decollo del commercio in Rete.

L'autore

  • Redazione Apogeonline
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