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Il Galaxy delle meraviglie

22 Maggio 2013

Il Galaxy delle meraviglie

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Samsung vuole alzare l'asticella della competizione con Apple. Lo smartphone diventa sempre più computer, nel bene e nel male.

Se c’erano dubbi sull’evoluzione del mondo degli smartphone rispetto alla rappresentazione consueta che abbiamo della telefonia tascabile, l’apparizione di Galaxy S4 li ha fugati: non sono cellulari intelligenti, ma computer da tasca.

Si tratta di un dispositivo con dichiarate ed evidenti intenzioni di contrastare l’iPhone 5 del “nemico” Apple attraverso l’introduzione di nuove funzionalità supportate da caratteristiche hardware molto avanzate, tali da giustificare un prezzo abbastanza impegnativo di 699 euro. Samsung pensa siano meritati e così molta stampa specializzata, come per esempio CNET:

La sua lista di funzioni richiede tempo e fatica per essere veramente padroneggiata, ma questa è la scelta migliore per chiunque ricerchi uno smartphone eclettico e con uno schermo grande.

La dotazione dell’apparecchio è certamente di prima categoria, almeno a leggere le specifiche: Galaxy S4 sfoggia un display da cinque pollici di tecnologia Amoled, due fotocamere (di cui una da tredici megapixel), connessione 4G, batteria da 2600 milliampère per ora (mAh), Android 4.2.2, processore quad-core (a quattro nuclei di elaborazione) con frequenza di clock di 1,9 gigahertz.

Ma è abbastanza? Non in termini di specifiche, ma di esperienza d’uso e di attenzione al consumatore meno navigato. La corsa al processore e al pollice di schermo in più ricorda la caccia al megahertz dell’informatica degli anni novanta, quando pareva che la produttività dipendesse unicamente da una roboante lista di componenti. Proprio l’avvento di smartphone e tablet, meno equipaggiati ma perfetti per compiti specifici, ha dimostrato che quell’epoca è terminata.

S4 dovrebbe distinguersi per la possibilità di utilizzare le fotocamere contemporaneamente, associare un suono ad una foto, utilizzarlo come telecomando mediante programmi come Smart Remote, riprodurre un brano su più dispositivi.

Il dubbio è se queste opportunità siano state davvero rese accessibili nel senso vero della parola. Il tempo e fatica di cui scrive CNET riecheggia in recensioni come quella di Joanna Stern su ABC News:

Non troverete il tempo per comprendere o per usare molte delle nuove aggiunte […] Per esempio mi piace davvero la funzione di multitasking che posiziona in alto una app e in basso un’altra, ma non è ovvio come si possa effettivamente configurare. Per i principianti, Samsung ha aggiunto un Easy Mode, che semplifica l’intero telefono e sfronda menu, configurazioni e schermata home.

John Gruber su Daring Fireball ha commentato sarcasticamente che anche iPhone ha un Easy Mode: usare iPhone.

Il punto non è la concorrenza tra case o modelli. Siamo davanti a un ulteriore passo verso la realizzazione di smartphone sempre più potenti, in grado di eseguire operazioni prima impossibili fuori da un computer convenzionale. Non dimentichiamoci però che vogliamo in tasca oggetti veloci e versatili più che miniature di dinosauri, potentissimi e goffi.

L'autore

  • Massimo Carli
    Massimo Carli, dopo essersi occupato per più di dieci anni di applicazioni enterprise in ambiente Java, nel 2003 ha iniziato a interessarsi alle applicazioni mobile, sviluppando per dispositivi Blackberry, iOS e Android. Ha lavorato come Software Engineer per Yahoo! e Facebook ed è attualmente Lead Mobile Engineer per Lloyds Banking Group.

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