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Il futuro delle notizie e dei replicatori di patate

14 Marzo 2011

Il futuro delle notizie e dei replicatori di patate

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Che cosa succederebbe all'industria gastronomica se inventassimo un aggeggio che riproduce la materia? Più o meno quello che da qualche tempo succede all'industria del media

Sappiamo tutti che il vecchio mondo dei media non ha alcuna possibilità di sopravvivere così com’era. Esattamente come non tornerà mai più il vecchio mondo in cui ci si spostava con delle carrozze a cavallo. Il formato è cambiato e i metodi di distribuzione sono cambiati. Ma questo cambiamento non riguarda solo il settore dei media. Accade la stessa cosa nel mondo dei libri, della tv e delle industrie videoludiche. Un lettore agganciato sulla lettura di un ebook non torna più indietro. Se la gente cambia le sue abitudini, allora questo fa cambiare tutto. Anche se qualcosa si rivela essere un flop, la gente non torna com’era. Semplicemente cambia di nuovo per accogliere un altro futuro. Il passato è passato e lasciarselo alle spalle è la cosa più difficile che si possa fare.

Al fine di rendere palpabile questa prospettiva, proviamo a fare un viaggio nel futuro, al tempo in cui avremo finalmente inventato il replicatore di cibo. Che cosa è un replicatore? Per quelli che non hanno guardato Star Trek (o il più recente Piovono polpette, lavoro della Sony Animation Pictures che ne fa una storia moderna), il replicatore di cibo è un invenzione geniale che può replicare materia. Wikipedia lo definisce così. La scena è pressapoco questa: uno vive la sua giornata finchè a un certo punto non dice: «un pesce gatto in padella!». E il replicatore parte. Bzzzz…ed eccolo lì pronto. Ecco. Ora immaginate cosa succederebbe se inventassimo una tecnologia come questa.

Il settore agricolo

I primi a essere colpiti sarebbero gli allevamenti. Oggi, le aziende non sono concentrate sulla creazione di prodotti alimentari, ma producono semplicemente lo stesso cibo più e più volte. Quando si va in una fattoria si vedono infiniti campi di grano, patate, mais, e chi più ne ha più ne metta. Si trovano file interminabili di alberi da frutto e fienili enormi pieni di migliaia di polli o mucche. Tutti prodotti nella più grande quantità possibile per ottenere i costi più bassi. Spesso nel settore agricolo si sacrifica la qualità, magari per ottenere un 10% in più di produzione. È per questo che le colture “casalinghe” di solito sono migliori. Fra 100 anni il replicatore avrà completamente distrutto il settore agricolo. Non avremo bisogno di 10.000 patate prodotte nel modo più economico possibile. Avremo solo bisogno di un campione originale da scansionare e replicare. Da quel momento in poi tutti sul pianeta potranno semplicemente replicare tutte le patate di cui hanno bisogno direttamente da quel progetto originale memorizzato nel replicatore. All’agricoltore rimarranno 9.999 patate che nessuno vorrà pagare.

All’inizio egli cercherà di vendere la sua enorme riserva di patate avvolgendole in confezioni diverse, raggruppandole insieme a verdure diverse o cercando qualunque altro stratagemma di marketing possibile. Ma non importa ciò che farà, l’agricoltore non sarà in grado di vendere le sue 9.999 patate. Resosi conto di questo problema cercherà di infangare il replicatore. Cercherà quindi di provare che le sue 9.999 patate non sono tutte uguali e che, per quanto simili, non hanno lo stesso sapore di quelle del replicatore. Quando neanche questo funzionerà, cercherà accordi con altre aziende per mettere un adesivo pubblicitario su ogni patata per distribuirle gratuitamente. Ma questo non risolve il problema. La pubblicità non fornirà lo stesso livello di reddito e dal momento che avremo bisogno di una sola patata per poterla replicare, il prodotto della pubblicità scenderà rapidamente a pochi centesimi a patata anziché a qualche euro.

L’indotto

L’agricoltura non sarebbe la sola industria a essere colpita. Saranno infatti interrotte drasticamente tutte le industrie associate ad essa. Quando arriverà il replicatore, non ci sarà più bisogno di camionisti che trasportino patate dalla zona di produzione a quella di consumo. Non saranno più necessari nemmeno gli impianti di trasformazione dei prodotti alimentari. E neanche i negozi di generi alimentari serviranno più. Semplicemente non ci sarà alcun motivo per andarci. In ultima istanza, il settore agricolo, unito, inizierebbe a citare in giudizio l’industria del replicatore dicendo che «si tratta di cibo pirateria, che loro stanno creando ricchezza sulla base di prodotti di cui non detengono la proprietà». In questo modo, «sarebbe corretto pagare delle royalties su tutti i tipi di patate – non solo su quelle replicate».

Sosterrebbero infatti di avere il copyright sulle patate e che chiunque sul pianeta dovrebbe smettere di produrle, incluse le persone che hanno coltivazioni di patate nei loro giardini. In sostanza cercherebbero di cambiare il modello economico, così che la gente che mangia i prodotti di cui non detiene la proprietà, dovrebbe iniziare a chiedere delle licenze. Inoltre avrebbero in mano le lobby dei governi del mondo che dovrebbero sovvenzionare il settore agricolo, chiamando questa una parte importante della cultura di un paese e del suo patrimonio – per non parlare delle pressioni che arriverebbero sulla conservazione dei posti di lavoro e delle industrie correlate.
Funzionerebbe, per un breve periodo. Ma è inevitabile che tutta l’industria alimentare morirà e senza possibilità di recupero.

Un mondo nuovo

La fine dell’industria alimentare, tuttavia, non corrisponde alla fine del consumo alimentare. Solo perché gli agricoltori non sono più in grado di vendere i loro prodotti, non significa che le necessità e il desiderio di cibo scompaiano allo stesso modo nelle persone. Tutti abbiamo mangiato e tutti abbiamo bisogno di mangiare. Con l’invenzione del replicatore, esploderà il consumo di cibo a un livello molto più elevato che in passato. Le persone non salteranno più i pasti perché “non c’era sufficiente tempo”. Ogni pasto sarà ad un solo secondo di distanza dai nostri desideri. E non si mangeranno più neanche gli avanzi della sera prima. Avendo dei costi bassi di replicazione, i governi investiranno in piani alimentari per far si che più nessuno muoia di fame. L’Organizzazione Mondiale della Sanità e la Croce Rossa stringeranno partnership per portare i replicatori nei paesi del terzo Mondo e ancora più importante, un’industria alimentare completamente nuovo emergerà. Le aziende realizzeranno che, se c’è solo bisogno di scansionare una patata per raggiungere il mercato globale, probabilmente si vorrà fare tutto questo al fianco dell’azienda migliore in questo campo.

In un primo momento, compariranno una serie di aziende che si occuperanno dei “cibi domanda”. Il loro obiettivo sarà quello di capire qual è il cibo che la gente vuole e, di conseguenza, scansionare il più velocemente possibile questo cibo per distribuirlo. E mentre questa strategia funziona nel breve periodo (le persone hanno bisogno di cibo), la loro strategia risulterà molto simile a quella degli agricoltori. Essi si concentreranno sulla produzione ad alto rendimento, al minor prezzo possibile. Nel corso del tempo, le aziende inizieranno a competere sulla qualità della creazione di prodotti alimentari, piuttosto che sulla quantità della produzione. In pochi anni, il livello qualitativo di base aumenterà di molte volte e non si replicherà più una mela rimasta nel retro di un camion per una settimana. Non è quindi più sufficiente avere accesso al cibo per soddisfare il bisogno di mangiare. Le persone saranno sempre più esigenti e svilupperanno una maggiore sensibilità al gusto. Poiché non vi è più alcuna carenza di cibo e tutti avranno soddisfatto il loro bisogno primario, la qualità diventerà il fattore differenziante. Questo in un primo momento.

Gusti diversi

Presto però le aziende si renderanno conto che le persone hanno gusti diversi. Alcune persone preferiranno le mele fresche e croccanti, mentre altre quelle morbide e dolci. La qualità e le preferenze individuali sostituiranno la purezza della qualità. Questo è un concetto del tutto nuovo, estraneo al vecchio mondo. In passato, infatti, gli agricoltori non potevano produrre colture personalizzate. Semplicemente non sarebbero state economicamente sostenibili. Ma con il replicatore, tutto questo sarà possibile. Invece di essere in grado di selezionare tra vari tipi di mele da scegliere al supermercato, avremo 100.000 tipologie di mele memorizzate nel replicatore e disponibili immediatamente. Ognuna leggermente diversa nella struttura, freschezza, morbidezza e dolcezza. Il cambiamento più grande, tuttavia, è alle origini della nuova società alimentare. Per competere, in passato, era necessario comprare una grande azienda agricola ed essere sostenuti da una grande impresa alimentare. Ora, tutto ciò che serve è uno scanner. Ecco come lo direbbe il critico nel film Pixar “Ratatouille”.

Le vecchie imprese alimentari improvvisamente scopriranno di non poter competere con i grandi chef individuali: le persone che sono disposte a fare qualcosa in più per portare solo il giusto tipo di qualità e gusto. Persone a cui interessa, non aziende che vivono per il business. Questo porta alla rivelazione successiva. Le persone in realtà non si curano degli ingredienti. Esse si preoccupano del prodotto finale. Le persone non si preoccuperanno più di replicare una patata. Replicheranno la migliore insalate di patate possibile. L’attività di ristorazione si trasformerà a sua volta e sarà suddivisa in quattro percorsi diversi. I ristoranti veramente buoni si trasformeranno in spazi sociali, dove le persone possono incontrarsi e godere del tempo insieme. Il cibo sarà eccellente, scelto da persone che sapranno qual è il gusto che il buon cibo dovrebbe avere, ma sarà possibile scegliere qualsiasi pasto si desideri, perché tutti saranno forniti di un replicatore.

Qualità superiore

Le aziende come McDonald’s diventeranno ancora più grandi in quanto si trasformeranno da produttori di hamburger di bassa qualità in somministratori di spuntini sani di alta qualità. Si tratterà solo di fornire dell’eccellente cibo da consumare mentre si è in viaggio. I ristoranti mediocri si ritireranno. Perché qualcuno dovrebbe andare a procurarsi del cibo scadente quando si può ottenere una qualità superiore a casa propria? I locali economici scompariranno tutti perché tutti soggetti a una legge comune: nessuna qualità = nessun business. I grandi chef creeranno una linea completamente nuova di esperienze casalinghe. Creazioni di esperienze culinarie stupefacenti che sarà possibile replicare a volontà direttamente da casa propria. Tutto questo porterà alla seconda esplosione gigantesca dei consumi alimentari, creando una nuova industria alimentare molte volte più grande di quelle mai esistite in passato. Non solo si mangerà più cibo, si mangerà anche con varietà e qualità molto maggiore. Un altro grande cambiamento sarà quello di trovare il modo per scovare il cibo che ci piace.

Servizi Social di ristorazione e aggregatori, diventeranno il punto di riferimento e la voce più importanti per il replicatore. In un primo momento saranno semplicemente enormi cataloghi di tutti gli alimenti disponibili, classificati da indici di popolarità piuttosto primitivi. Saranno ad esempio classificati in funzione delle volte che sono stati replicati o della quantità di un ingrediente. Nel tempo questo meccanismo si affinerà con algoritmi avanzati che guarderanno a molti fattori diversi: sensori di gusto personale, momento della giornata, quello che la gente vuole esprimere con la propria scelta, e così via. Dei sensori misureranno la nostra salute e ci aiuteranno a regolare il nostro bisogno di sostentamento, incrementando il nostro livello di energia durante il giorno e rallentandolo prima di andare a dormire.

Saranno presentati nuovi siti dove le persone potranno sperimentare un certo cibo in un certo contesto sociale. Siti dove si potranno condividere nuove ricette da replicare e provare. Sarà possibile seguire gli amici e la famiglia per vedere dove stanno mangiando, ma anche seguire gli chef influenti ottenendo istantaneamente le loro ultime creazioni. La nuova industria alimentare sarà una realtà. Consumo alimentare e varietà esploderanno. La domanda di qualità individuale sarà alle stelle mentre, senza che neanche nessuno se ne accorga, il vecchio mondo sarà definitivamente morto. Le persone non ricorderanno più perché mai abbiano dovuto iniziare con delle fattorie. O perché qualcuno avrebbe dovuto produrre infiniti campi di patate mediocri. O perché si dovevano spendere enormi quantità di denaro su silos e grandi reti di distribuzione. Non avrà più alcun tipo di senso.

Ritorno al futuro

Come avrete capito, questo articolo non parla di cibo. Si tratta di ciò che sta accadendo oggi nel mondo dei media. Internet è il replicatore. È qui. Esiste già. I giornali tradizionali sono le aziende agricole. Loro non creano notizie, ma le producono in quantità infinite nel modo più economico possibile. Al momento della stesura di questo articolo, ad esempio, ho potuto trovare 2.250 articoli su Sarkozy che vorrebbe bombardare la Libia. 4.205 articoli che fanno ipotesi sul dopo Gheddafi e 1.443 articoli che parlano del dopo Mubarak, solo in italiano. Ma la maggior parte di questi articoli sono del tutto identici o semplicemente raccontano le stesse storie in modo molto simile, a volte riportando tutti gli stessi lanci di agenzia. Questa è l’agricoltura. Si tratta solo di produrre 10.000 patate identiche. I quotidiani pensano solo a riempire il vuoto, anche quando il mercato è saturo.

Noi tutti possediamo un replicatore. Quando però troviamo due prodotti identici, per noi significa solo una cosa: spam! Il nuovo mondo non ha bisogno di produttori di notizie, così come noi non avremo bisogno di fattorie nell’era del replicatore. L’idea stessa è estranea al nostro nuovo modo di vita. La vecchia industria dei media sta morendo e non c’è nessuno che possa far niente per fermare tutto questo. Dovrebbero solo smetterla di fare gli agricoltori del nuovo mondo. Non abbiamo bisogno di loro e non esiste un modello di business futuro che li salverà. Proprio come le aziende agricole non possono sopravvivere al replicatore, la produzione giornali non sopravviverà a internet. Non si può fermare internet, né è possibile risolvere la questione impacchettando i vecchi prodotti di serie della “fattoria” sotto forma di applicazione.

Un mondo da scoprire

Il nuovo mondo è qui ed è in piena espansione. Il consumo di notizie sta esplodendo. Stiamo spendendo molto più tempo tenendoci in contatto con gli argomenti che sono importanti per noi e con fonti più lontane che mai. Il paradosso, o il sentore che c’è un’economia nuova, è che il mondo dell’informazione tradizionale è in forte crisi e sta morendo, ma quello stesso settore è in pieno boom di nuovi contenuti prodotti e fruiti. La nuova industria ha un livello notevolmente più alto di qualità e di valore individuale, una varietà molto più grande e sta cercando di creare contenuti unici. Questo è il nuovo mondo da scoprire. Un aggregatore di contenuti e canali di nicchia ci aiuta a tenerci aggiornati con esattamente ciò che ci serve. Ecco il vero shock per la vecchia guardia. La transizione è solo al 5%. Il restante 95% deve ancora arrivare, ma arriverà presto. Il nuovo mondo dei media è sorprendente. È più grande, migliore e molto più redditizio. Basta non portarsi dietro alcun bagaglio storico. Basta ripulirsi la mente e ripensare tutto da capo.

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