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Il futuro dei libri è sempre più elettronico

07 Marzo 2011

Il futuro dei libri è sempre più elettronico

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Il processo di evoluzione dal libro al libro digitale, con tutti i cambiamenti di formato, processo, fruizione, condivisione e vendita, sono stati al centro dell’evento organizzato da Simplicissimus Book Farm con Rimini Fiera.

A dispetto del nome, Ebooklab Italia non è stato solo un luogo di dialogo sul libro elettronico, ma uno spazio di confronto e riflessione sul più ampio tema della lettura e della sua evoluzione ai tempi della Rete, in cui incontrare i tanti e diversi protagonisti di questo nascente mercato.

Il presente dei libri elettronici

Prima di iniziare a immaginare quello che sarà il futuro dei libri occorre fare il punto sul settore dell’editoria digitale, inquadrando un mercato che, per quanto ancora molto giovane, rappresenta ormai una realtà anche in Italia. Tentando di destreggiarsi tra i tanti, diversi, dati emersi si costruisce la fotografia di uno scenario complesso e in continua evoluzione. Cristina Mussinelli, consulente per l’innovazione tecnologica dell’Associazione Italiana Editori, tratteggia un quadro europeo caratterizzato da forte frammentazione e descrive il mercato italiano degli ebook come ancora agli inizi. Sulla situazione attuale pesano non solo il prezzo di ereader e tablet, più alto se paragonato agli Stati Uniti, ma anche altre tendenze più generali come il fatto che in Italia solo il 4,4% delle vendite complessive dei libri avviene online. Giovanni Solimine (La Sapienza) aggiunge che nel nostro paese la lettura è un’abitudine che mostra un forte squilibrio territoriale e che solo l’11% della popolazione frequenta le biblioteche.

Difficile stabilire con precisione le dimensioni del mercato degli ebook, ma alcuni nuovi dati sono emersi: nel 2010 in Italia sono stati venduti circa 60.000 ebook, l’offerta attuale sembra essere attorno agli 8.000 titoli. Il prezzo medio degli ebook è di circa 7.95 euro su cui impatta l’iva al 20% imposta dal legislatore europeo, tema complesso e la cui soluzione si preannuncia tutt’altro che immediata. Tanto o poco per i lettori? Maurizio Motta, direttore generale di Mediaworld, sostiene che il prezzo che i clienti sono disposti a pagare per un ebook oscilla tra i 4 e gli 8 euro, quello di un ereader attorno ai 99 euro. Per andare incontro alle esigenze degli utenti assisteremo a cambiamenti nei canali distributivi: non più l’offerta di un singolo prodotto, ma di prodotti abbinati a servizi, fino alla proposta di abbonamenti e prestiti di singoli libri.

Il libro del futuro

Sappiamo quindi che il futuro dei libri sarà sempre più elettronico. Ma cosa sappiamo dei libri del futuro? Il libro digitale deve fare tesoro della sua storia, a partire dalla necessaria cura tipografica. La scelta del carattere deve essere un elemento per rispettare l’autore e il suo contenuto, costruire e rinforzare l’identità dell’editore e facilitare la consultazione da parte del lettore. Occorre tenere presente la variabile tecnologica e creare oggetti digitali che non facciano rimpiangere la carta, ottimizzandone la leggibilità, come mostrato dai contributi di Matteo Balocco, Davide Casali e Vladimir Carrer.

Naturalmente, molto del futuro dei libri dipenderà dal formato che assumeranno. Lo standard infatti, come ci ha ricordato Leonardo Chiariglione, Ceo di Cedeo, è uno strumento per valorizzare l’individualità, la creatività, la differenziazione. Tesi sostenuta anche da Bill McCoy, executive director di Idpf, che ha accompagnato i presenti alla scoperta di epub3,  l’evoluzione dello standard che promette di portare nuove possibilità e soluzioni per l’editoria digitale, grazie al suo potenziamento di contenuti multimediali basate su HTML5 e CSS3.

L’ossessione per la qualità

Ma non solo. Il libro digitale si libera dai limiti imposti dalla carta, e arriva a coinvolgere i lettori in esperienze immersive, grazie alle quali approfondire, scoprire, manipolare, condividere le informazioni. Imperdibile a questo proposito la testimonianza di Max Whitby, Ceo di Touch Press, e creatore di The Elements, che consiglia agli editori di focalizzarsi in maniera ossessiva sulla qualità dei loro prodotti, per creare oggetti che sfruttino appieno le potenzialità offerte dal digitale e ricordando che è la creatività a fare la differenza. In questo quadro di trasformazione, in cui diventa sempre più difficile stabilire quali siano i reali confini della forma-libro, dunque, gli editori sono chiamati a imparare le tecniche del design, scegliendo per ogni tipo di contenuto le forme che meglio possono valorizzarlo, fondendo insieme competenze diverse.

Un altro dei limiti della carta? Trovare l’informazione che stiamo cercando non è semplice né immediato. Certo non è come fare una ricerca con Google. Accompagnare il lettore dalla ricerca del libro, che magari non sa nemmeno che esiste, ma potrebbe racchiudere l’informazione che gli interessa, alla visualizzazione di un’anteprima del contenuto, fino all’acquisto e alla consultazione attraverso ogni genere di device attraverso il cloud computing: così Chiara De Servi descrive Google eBook. Senza dimenticare la possibilità di disseminare la conoscenza nella rete attraverso le Api, elemento prezioso perché da un lato, aumenta i punti di accesso all’informazione contenuta nel libro e dall’altro trasforma il libro in una finestra sul mare di informazioni disponibili in altri spazi. In questo modo l’ereader diventa un terminale, un cordone ombelicale che ci tiene legati a una serie di relazioni e servizi, come auspicato nel suo discorso di apertura da Gino Roncaglia, direttore scientifico di Ebooklab.

Social reading e punti vendita

Come districarsi in questo mare di informazioni? La chiave è la collaborazione: solo abbracciando le logiche proprie della rete è possibile costruire contenuti personalizzati, filtrati attraverso la fiducia nelle persone. Il social reading è il filo di Arianna che ci guida attraverso il labirinto della sovrabbondanza delle informazioni. La collaborazione e la Rete sono alla base di un altro fenomeno con cui è necessario fare i conti: il self-publishing che rappresenta non solo una risorsa per gli autori, ma anche una linfa vitale e sperimentazione per gli editori, come consigliato da Piotr Kowalczyk, mobile fiction writer. Questa maggiore apertura, dialogo, fiducia, tra le figure coinvolte nella filiera dovrebbe essere anche alla base delle politiche relative ai Drm. Attualmente, infatti, questi appaiono ostacolare la diffusione dei contenuti piuttosto che protezione nei confronti dei diritti delle parti coinvolte. «Se i lettori considerano di valore il prodotto offerto, allora saranno disposti a pagarlo per averlo», sostiene Alessandro Bottoni, segretario del Partito Pirata.

Il ruolo dell’editore, in un quadro in cui il valore della singola copia viene drasticamente abbattuto, sembra sempre più quello di un mediatore culturale di qualità che offre una serie di servizi e relazioni. Proprio questo tema pone sfide interessanti a scuole, biblioteche, librerie. Luoghi fisici per eccellenza che devono però ripensare al loro ruolo alle prese con il sistema del libro digitale. Una maggiore integrazione tra online e offline è auspicata da Fernando Mantovani, direttore di LaFeltrinelli.it, per accompagnare il cliente in maniera fluida tra spazi fisici e digitali. Proprio questi luoghi potrebbero trasformarsi in incubatori, grazie ai quali avvicinare i lettori al digitale, aiutandoli in maniera concreta. Ma per farlo occorre in primo luogo diffondere tra gli operatori del settore conoscenze professionalità nuove e diverse, più tecniche. Matteo Ulrico Hoepli, a fronte di un calo del 20-30% delle vendite attraverso i canali delle librerie, immagina la diffusione di store online e librerie con un’offerta fortemente differenziata, finché non si trasformeranno in “gioiellerie” di libri cartacei sempre più rari e raffinati.

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