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Il consumismo mediatico delle famiglie italiane

09 Luglio 2001

Il consumismo mediatico delle famiglie italiane

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Nelle case del Belpaese sono presenti molti mezzi di comunicazione, ma gli italiani continuano ad usare solo la televisione. Ecco i dati del Primo Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia realizzato da Censis e Ucsi

Le case degli italiani sono affollate di media. Se appare scontato che nel 98,7% dei casi vi siano televisioni e nel 95% radio, lo è molto meno che nel 71,8% delle case vi siano regolarmente dei quotidiani, nel 59,5% vi siano settimanali e mensili, nel 77,7% vi siano libri, e nel 43,4% vi siano computer (per non parlare di videoregistratori, Dvd, decoder e videogame).

Ma la grande disponibilità di media nelle case non implica necessariamente che le persone ne facciano uso, dato che, – a parte il caso della televisione, vista più o meno costantemente dal 95,8%
degli italiani (47 milioni 800 mila):

  • È il 59,4% (29 milioni 700 mila) a leggere abitualmente o saltuariamente un quotidiano, mentre il 40,6% (20 milioni 280 mila) non lo fa mai o quasi mai;
  • È il 49,3% (24 milioni 630 mila) a fare altrettanto con settimanali e mensili, mentre il 50,7% (25 milioni 330 mila) non li legge mai o quasi mai;
  • È il 54% (26 milioni 970 mila) a leggere costantemente o anche sporadicamente libri, mentre al 46% (22 milioni 980 mila) non capita mai o quasi;
  • È il 31,3% (15 milioni 630 mila) a far uso in casa di un computer, quando il 68,7% (34 milioni 310 mila) pur avendone la disponibilità ne resta lontano;
  • E, infine, è il 20,1% (10 milioni 100 mila) a connettersi più o meno assiduamente a internet, a fronte di una popolazione di 39 milioni 900 mila tuttora estranea al più recente mezzo di comunicazione telematica.

Se si analizzano questi dati ci si rende conto che forse non si tratta tanto, o solo, di internet divide, cioè di uno spartiacque sociale creato dalla dimestichezza o meno con uno degli strumenti più avanzati e complessi di comunicazione, quanto piuttosto di un pervasivo cultural divide che separa gli italiani fra quanti fanno un uso abituale di quasi tutti i media, e le fonti di informazione, a disposizione e quanti, invece, ne sono ben lontani ed usano solo ed esclusivamente la televisione come strumento di mediazione delle informazioni sulla realtà.

Ma quali sono le motivazioni che spingono le persone a scegliere i media?

La televisione, che occupa la posizione dominante, viene scelta soprattutto per voglia di svago (43,6%) o per abitudine (38,3%), e per interesse (38,2%) in una percentuale di casi identica alla scelta per abitudine.

La radio si caratterizza, rispetto a tutti gli altri media, nell’essere scelta per avere compagnia (32,5%) e poi per svago (38,3%).

I quotidiani vengono scelti innanzi tutto per interesse (61,5%), sono il medium in assoluto più scelto per questa ragione, e solo in seconda opzione per abitudine (30,5%).

I settimanali/mensili sono in assoluto quelli più scelti per svago (44,8%) e poi per interesse (37,6%).

Sia il cellulare (84,2%) sia il computer/internet (40%) (nell’uso domestico) vengono utilizzati soprattutto per necessità e sono gli unici media (insieme al teletext, per il 42,9%) per i quali viene indicata significativamente questa motivazione, anche se per il computer subito dopo viene indicato lo svago (38,5%) e l’interesse (36,3%).

I libri, infine, sono gli unici ad essere scelti per passione (31,3%), ma lo svago (37,9%) o l’interesse (33,8%) sono le altre due motivazioni che spingono a sceglierli.

Il comportamento più interessante, inoltre, più difforme rispetto a quelli consolidati nei confronti dei media, viene espresso dai giovani (con meno di 25 anni); in confronto agli adulti, sia di genere femminile sia maschile, con un buon livello di istruzione o nessuno, i giovani sono quelli che:

  • Si sentono più liberi di iniziare a leggere un libro e non finirlo (63,6% contro una media del 59,2%),
  • Non hanno alcun problema ad acquistare un quotidiano solo per gli inserti che contiene (54,7% contro una media del 36,5%)
  • Sono i più intolleranti alla pubblicità in Tv e cambiano immediatamente canale al suo apparire (78,3% contro una media del 70,4%),
  • Hanno conosciuto persone nuove via internet (48,6% contro una media del 30,2%),
  • Ritengono che i media dovrebbero rappresentare la realtà così com’è, anche nei suoi aspetti più
  • crudi (58,3% contro una media del 53,9%),
  • Ritengono, riguardo al rapporto fra media e minori, che sia giusto che i bambini imparino come è fatto il mondo (19,7% contro una media del 9,8%),
  • Sono quelli che leggono più libri di tutti, oltre dieci libri l’anno nel 14,1% dei casi (contro una media del 11,6%), e fra i sei e i dieci libri l’anno nel 18,8% dei casi (contro una media del 14,1%) (quando lo slancio, dovuto sicuramente all’età scolare, si affievolisce, sfumano, con l’età adulta,
  • Anche queste buone performance di lettura).

Questi sono alcuni dei principali risultati a cui è giunto il Primo Rapporto annuale sulla comunicazione in Italia presentato nei giorni scorsi presso la sede dell’Enciclopedia italiana, a Roma, da Giuseppe De Rita, segretario generale, Giuseppe Roma, direttore generale e Raffaele Pastore, responsabile del Settore Comunicazione del Censis, e da Emilio Rossi, presidente dell’Ucsi.

Il Rapporto è stato realizzato da Censis e Ucsi, in collaborazione con otto fra i più importanti soggetti della comunicazione: Mediaset, Mondadori, Omnitel, Ordine dei giornalisti, Rai, Rcs, Telecom Italia, Upa.

L'autore

  • Redazione Apogeonline
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