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Il censimento su avvocati e informatica

04 Maggio 2000

Il censimento su avvocati e informatica

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Ideato un censimento che intende occuparsi del livello di alfabetizzazione informatica degli avvocati italiani

La proposta del censimento, avanzata dall’avvocato Fabio Tommasi, è stata discussa nel Circolo dei Giuristi Telematici il cui sito Web si trova all’indirizzo http://www.giuristi.thebrain.net/circolo/ ed è ora giunta alla fase operativa.

L’iniziativa comprende un appello agli avvocati a collaborare in tutto il territorio nazionale in modo da rendere il censimento il più possibile rappresentativo. Tutte le informazioni e le modalità per collaborare si possono reperire nel sito dell’Avvocato Tommasi all’indirizzo: http://www.studiotommasi.it

Il censimento termina il 31 ottobre 2000 ed è finalizzato a consentire la redazione di una statistica nazionale, regionale e provinciale nonché una relazione da pubblicare su riviste specializzate, telematiche e non, e da inviare, a titolo informativo, anche al Ministro della Giustizia, ai
Presidenti dei Tribunali italiani, nonché ai vari Ordini forensi.

Abbiamo posto, via Internet, all’avvocato Tommasi alcune domande per farci illustrare direttamente gli scopi dell’iniziativa.

Perché proprio un censimento?

“Ritengo che esso rappresenti lo strumento che meglio di ogni altro possa delineare, con un buon margine di attendibilità, il reale livello di conoscenze telematiche della classe forense. La compilazione di un questionario, tra l’altro in forma anonima, unito ad un variegato tipo di domande e possibili risposte, consente di tracciare un ipotetico DNA che evidenzi gli aspetti su cui perfezionarsi e quelli di scarsa conoscenza sui cui incentrare maggiormente le proprie energie migliorative. Altri strumenti, quali convegni, dibattiti ed altro, aiutano sicuramente, ma non forniscono agli addetti ai lavori una concreta radiografia della situazione”.

Quali finalità si propone?

“Si parla tanto di new economy, internet, processo telematico, firma digitale, e-mail, ma, in realtà, quanti giuristi della classe forense comprendono di cosa si tratti e, soprattutto, conoscono le applicazioni pratiche nell’esercizio della libera professione? Ecco che la compilazione di un modulo suggerirà, sotto forma di relazione statistica, a figure istituzionali quali il Ministro della Giustizia, i Presidenti dei Tribunali ed i vari Ordini forensi, una valida base di partenza su cui fondare l’evoluzione della professione pervenendo a quella cybergiustizia cui la Globalizzazione dei mercati, volenti o nolenti, ci espone e che si può riassumere nell’azzeramento dei costi di esercizio nelle comunicazioni, nella riduzione dei tempi ‘inutili’ da impiegare in altri affari o per il tempo libero e nella celerità nell’instaurare di rapporti professionali. Non dimentichiamo, inoltre, le applicazioni multimediali offerte oggi dalla telematica e che, molto spesso, sono ignorate dai legali”.

È parte di altre iniziative?

“È imminente, di concerto con altri colleghi, la realizzazione di una rivista giuridica telematica che avrò l’onore e onere di dirigere. È un progetto su cui stiamo lavorando da alcuni mesi ed è giunto il momento che si concreti. Prendendo esempio da altre lodevoli e simili iniziative in rete cercheremo di diversificare i contenuti e le informazioni fornite al fine di rappresentare, per il giurista, ma anche per il profano, un punto di riferimento per ricerche o per pura informazione nella fitta maglia della rete Internet”.

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