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Il carosello del web

17 Aprile 2014

Il carosello del web

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Il web è tutto quello che serve, il web è nulla di quello che si vuole? Il web è qualcosa di più interstiziale, una via di mezzo.

Realizzo pagine web da vent’anni giusti, auguri, grazie, prego, e da vent’anni sento il solone di turno pontificare a proposito (o sproposito) del web senza che sia in grado di distinguere un meta tag da una supposta.

Solone alla metà degli anni novanta spiegava che il web è il mass medium definitivo, perché non si può fermare Internet né censurarla, quindi il web prenderà il posto di giornali e riviste e libri. Ullallà, è una cuccagna!

Troppo entusiasmo, forse, a giudicar dal fatto che vent’anni dopo sto scrivendo per una casa editrice la quale ancora incassa più vendendo atomi d’alberi morti che elettroni, senza neppur voler tirare in ballo la Grande Muraglia Elettronica Cinese.

Anno duemila, è arrivato lo scoppio della bolla speculativa di Internet. Solone ci ha spiegato che il web marciava su piedi d’argilla; le aziende più attive sul web acquisivano milioni di clienti e zero utili. Düra minga, non può durare! Come ricorda Interactive Investor:

Al tempo della quotazione in Borsa, Twitter aveva fatturato per seicento milioni e zero profitti. Facebook aveva un miliardo di profitti prima della quotazione, che effettuò a un prezzo di cento miliardi.

Duemilacinque o giù di lì, Amazon si espande un po’ in tutto il mondo, e Solone ci spiega che la new economy, la dinsintermediazione, il business to business, il build to order, la supercazzola prenaturata con scappellamento a sinistra. Il web è l’unico mezzo per vendere, un gigante amico delle imprese! Qualcuno allora mi spieghi perché sono ancora assillato da venditori porta a porta e da call center.

Duemiladieci o poco prima. È arrivato l’iPhone, discetta Solone, ne hanno vendute carrettate, quindi è evidente che le app sono il futuro, quindi il web è morto e deve venire sostituito dalle app dedicate. Invece le app che provano a rimpiazzare un sito senza nulla aggiungere fanno flop: il web non è il brutto anatroccolo né un pulcino nero.

Siamo ai giorni nostri. Microsoft ha messo sul web Office, quindi il web diventa la piattaforma principe per ogni software, ci spiega convincente Solone, il web insegue e dà la caccia spietatamente a Windows e OS X. Ma Solone ignora convenientemente di menzionare i videogiochi 3D, i sistemi operativi realtime e tutto ciò che sta in mezzo, quelle quintalate di software che sul web non si possono duplicare.

Caro Solone, mi spiace. Il web non sostituisce nulla e si affianca a tutto, semmai togliendo un pochino d’attenzione collettiva al resto. Se la TV non ha ucciso la radio pur avendo evidentemente tutto ciò che ha la radio più altro ancora, perché mai il web dovrebbe ammazzarre chicchessia?

L'autore

  • Luca Accomazzi
    Luca Accomazzi (@misterakko) lavora con i personal Apple dal 1980. Autore di oltre venti libri, innumerevoli articoli di divulgazione, decine di siti web e due pacchetti software, Accomazzi vanta (in ordine sparso) una laurea in informatica, una moglie, una figlia, una società che sviluppa tecnologie per siti Internet

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