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Il blocco della rete ha colpito anche l’Asia. Si aspetta un nuovo attacco

28 Gennaio 2003

Il blocco della rete ha colpito anche l’Asia. Si aspetta un nuovo attacco

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Come direbbe l’uomo nero della fortunata trasmissione di Guzzanti, “Il Caso Scafroglia”: “È stata una settimana disgraziata”. Soprattutto sul fronte della sicurezza delle reti informatiche.

L’attacco informatico contro gli Stati Uniti ha paralizzato soprattutto i clienti della Bank of America che volevano ritirare soldi ai bancomat e ha anche colpito la rete Internet transatlantica e i collegamenti telefonici.

Un portavoce dell’FBI ha paragonato questo attacco elettronico a quello del virus “Code Red”, che ha colpito durante l’estate 2001 e aveva paralizzato il traffico elettronico.
È bastato far partire un software (già scoperto nel 2002) che permette ai pirati di prendere il controllo dei server. Microsoft, subito, ha fornito ai suoi clienti un programma per correggere il problema.

In Asia, intanto, i tecnici incaricati di far funzionare Internet sono in allarme. Temono nuovi disturbi legati al virus che ha rallentato molto la rete durante il fine settimana.

In Cina, l’allarme è già stato diramato agli utilizzatori, mettendoli in guardia da possibili nuovi attacchi.
La stampa cinese, da quanto riportano fonti di agenzia, ha scritto che la Società Internet della Cina ha preso misure urgenti sabato, dopo la localizzazione del virus, me che la situazione è tornata normale verso la sera.

Non ci sono notizie, però, su quali e quanti danni si siano registrati nel paese asiatico. Le notizie parlano genericamente di un impatto limitato visto che molte persone non erano al lavoro.

Il segretario della Società cinese per Internet ha spiegato che “gli utenti individuali della rete si saranno resi conto della lentezza nella navigazione su Internet”, ma che non ci sono stati “blocchi nei personal computer”.

In Corea del Sud, altro paese asiatico fortemente esposto a possibili attacchi, dichiara che i problemi registrati sabato, sono stati evitati lunedì alla ripresa del lavoro e con la messa in funzione di milioni di computer.

Anche là, però, si è registrata una lentezza negli scambi, ma nessun blocco significativo, come ha specificato il ministero dell’informazione e della comunicazione, dopo aver effettuato un rapido controllo dei punti nevralgici della rete.

Malgrado le attività dei principali fornitori di accessi sia stata normale, secondo le autorità coreane questo attacco ha causato “milioni di dollari” di mancate entrate per il commercio online.

Niente panico, dunque, anche se il ministro coreano della Informazione e della Comunicazione si è sentito in dovere di chiedere scusa, dopo l’attacco che ha definito “di blocco completo di Internet”.

Dopo quanto successo, da parte degli esperti l’allarme continua. Secondo loro, questa situazione non è altro che un preludio a una nuova aggressione alla rete.

Questo virus SQL Slammer o Saphire di tipo worm, si riproduce a grande velocità e aveva paralizzato il traffico su Internet per circa otto ore in Corea del Sud, interrompendo il commercio online e la trasmissione nel settore dei servizi bancari.

Per Vincent Gulloto, vicepresidente di McAfee Avert Labs, il blocco aveva colpito, sabato nella tarda notte, circa 250 mila computer nel mondo.
Il virus aveva infettato i computer più vulnerabili equipaggiati con un software molto diffuso, SQL Server 2000 di Microsoft, utilizzato per le banche dati delle aziende.

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