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ICANN: discussi temi spinosi, ma nessuna decisione

12 Settembre 2001

ICANN: discussi temi spinosi, ma nessuna decisione

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È terminata la riunione trimestrale dell’ICANN a Montevideo con l’esame delle proposte sulla partecipazione degli utenti alle decisioni sul destino del Web e per l’abilitazione dei nomi di dominio.

Durante l’incontro l’organismo internazionale ha discusso sui due progetti resi noti nei mesi scorsi, uno favorevole a privilegiare i detentori dei nomi di dominio e l’altro che vuole estendere la partecipazione all’insieme degli utenti.

Il primo, chiamato ALSC (At large study commitee) sarà presentato nella forma definitiva nella prossima riunione di novembre a Los Angeles e stabilisce che “gli utenti che devono essere rappresentati nell’organismo sono i proprietari dei nomi di dominio”.

Un concetto che ha sollevato un coro di critiche, con l’accusa di voler favorire gli interessi commerciali a scapito della comunità degli utenti Internet.
Registrare un nome di dominio, infatti, costa circa tra i 40 e i 50 dollari all’anno.

Cosa che fa dire a Christian Alhert, uno dei presentatori del NAIS (il secondo progetto) che “questo esclude tutte le persone dei paesi poveri che non hanno i mezzi finanziari per registrare un nome di dominio e che, malgrado tutto, sono sottoposti anche loro alle decisioni dell’ICANN”.

Altro punto discusso, la partecipazione dei proprietari dei nomi di dominio che, secondo i propugnatori dell’ALSC, sono solo un terzo del direttivo che conta un totale di 19 membri.

Secondo lo statuto dell’ICANN, il direttivo è composto dal presidente, da nove membri eletti secondo una procedura interna e da nove eletti dall’elettorato formato dagli utenti di Internet.

Attualmente, la situazione non è ancora a regime essendo in carica al completo solo i membri eletti internamente all’ICANN, mentre sono solo 5 quelli eletti dagli utenti e i rimanenti 4 nominati provvisoriamente dall’organismo.

Altra discussione si è avuta sulla cosiddetta “globalizzazione” dei nomi di dominio.
Un dibattito importante, visto che il sistema dei nomi di dominio è basato sull’alfabeto latino, difficile da utilizzare per milioni di persone (si pensi ai cinesi, coreani, giapponesi o russi, per citarne alcuni).

L’internazionalizzazione dei caratteri, però, sembra un problema tecnico difficile da risolvere e l’ICANN è chiamato a dare una soluzione al problema.
Il prossimo incontro a Los Angeles, dunque, dovrà affrontare nodi su cui si è discusso, senza trovare soluzione.

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