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IBM e Microsoft in salita, giù tutti gli altri

22 Ottobre 2002

IBM e Microsoft in salita, giù tutti gli altri

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Dopo la catastrofe finanziaria e di mercato che ha toccato il settore informatico, gli analisti hanno tratto una regola: più sei grosso, più resisti meglio alla bufera.
Lo dimostrano due giganti del settore, la IBM e la Microsoft che hanno resistito meglio nel terzo trimestre rispetto ai loro concorrenti più piccoli, proprio perché grossi.

Così, Microsoft può dichiarare con soddisfazione i dati del suo trimestre “unico”, con vendite che hanno superato i 700 milioni di dollari sulle previsioni iniziali e un utile più che raddoppiato a 2,73 miliardi di dollari.

Un successo dovuto a una strategia di mercato che ha convinto i clienti a firmare contratti di licenza a lungo termine per i prodotti Microsoft (e non annuali), cosa che ha dato risultati “eccezionalmente forti”.

Una soddisfazione che però non fa dimenticare la prudenza in casa Microsoft. Secondo l’azienda, infatti, la crescita di vendite di Pc non può durare, così come l’euro forte che ha giovato alle vendite della casa americana in Europa, trasformate in dollari.

Questa la versione ufficiale di Microsoft che, puntualmente, ha un rovescio della medaglia raccontato dal Wall Street Journal.
Secondo l’autorevole quotidiano economico americano, l’azienda americana ha approfittato della sua posizione di monopolio per costringere i fabbricanti informatici ad accettare contratti di licenza a buon prezzo a condizione di ottenere un impegno prima del 31 luglio e per gli anni a venire.

In gioco c’erano anche gli aggiornamenti per il sistema operativo Windows e la suite da ufficio Office.

Un analista citato dal WSJ esprime un dubbio: “È difficile sapere se avrebbe o non avrebbe portato ad una tale differenza di fatturato se non avesse forzato nessuno a farlo”, cioè sottoscrivere contratti con queste condizioni.
Per Microsoft, questi contratti a lungo termine non erano che “un’opzione tra le altre” per i clienti.

Sia come sia, le azioni del gruppo di Redmond se ne sono giovate, anche se gli ordinativi dovranno rallentare, secondo l’esperto del settore citato dal quotidiano economico americano.

Il mercato, dunque, rimane prudente anche dopo i dati pubblicati dalla IDC che parlano del primo trimestre in crescita per le vendite mondiali di personal computer, dopo ben cinque trimestri in ribasso continuo.

Il segreto della performance di IBM, invece, risiedono in “una strategia e una gestione migliore” di quella dei concorrenti, come scrive un analista di Merill Lynch.
Escludendo le perdite del settore “hard disk” (che sta per essere ceduto), IBM ha ottenuto un utile di 1,69 miliardi di dollari, guadagnando dalla strategia di diversificazione dei servizi.

Ma se c’è qualcuno che guadagna, viceversa c’è qualcuno che ci perde. Anzi, in questo caso sono più quelli che ci perdono, visto i cattivi risultati di Gateway e Apple e le difficoltà di Sun Microsystems.

Quest’ultima ha dovuto annunciare la soppressione di 4 mila posti, dovendo far fronte a un calo del 20 % del fatturato tra un trimestre e l’altro.
Se è vero che ha ridotto drasticamente gli investimenti per rimpolpare le casse, hanno fatto lo stesso i suoi clienti.

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