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I siti federali americani a rischio privacy

20 Aprile 2001

I siti federali americani a rischio privacy

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Non sono solo le aziende private a violare la privacy dei consumatori americani. Lo rivela un rapporto presentato al presidente del Comitato degli affari governativi del Senato, Fred Thomson, dove si parla di decine di siti federali che si renderebbero colpevoli di attentare alla vita privata dei cittadini che li visitano.

Tra i siti segnalati, ci sono anche quelli del dipartimento dell’educazione, dell’interno, dell’energia e dei trasporti, ma anche il sito della NASA, Tutti, secondo il rapporto, colpevoli di trasgredire alle policy in materia di rispetto della privacy.

In tutto sono 64 i siti federali, che rappresentano 16 agenzie verificate nello studio (circa un terzo di quelle controllate), ad essere sotto tiro.

Le agenzie governative – e tra queste siti molto popolari e visitati da milioni di persone – non sono a conoscenza di quello che succede sui loro siti e sul lavoro “sotterraneo” che svolgono i famigerati “cookies”.

Il cookie non è altro che un piccolo file di testo che conserva tra una visita e l’altra alcune informazioni: essenzialmente date, informazioni fornite dall’utente e le pagine viste sul sito. È il sistema che permette, ad esempio, di ribattere sulla tastiera il proprio identificativo ogni volta che si visita un sito.

Il cookie, però, non segue l’utente e ignora tutti gli altri siti visitati.

I cookies in ambito governativo, servono soprattutto per tracciare un profilo dei cittadini che visitano siti di amministrazioni pubbliche. È l’uso che ne viene fatto che diventa, dunque, un problema.

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