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I riflettori sulla generazione MySpace

07 Marzo 2006

I riflettori sulla generazione MySpace

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Negli Stati Uniti il social network musicale per giovanissimi è diventato un fenomeno tale da attirare i capitali di Rupert Murdoch. Un successo commerciale tra rischi e prospettive

Data di nascita: ottobre 2003. Utenti registrati: quasi 60 milioni. Classifica per numero di visitatori: al quarto posto assoluto (dopo Yahoo!, Microsoft e Google. Si tratta di MySpace, stella ormai consolidata del social networking online. Dedicata sopratutto a teenager e giovani adulti dai 12 ai 24 anni, variamente coinvolti o interessati alla scena musicale, il sito vanta entrate pari a 47 milioni di dollari per l´anno fiscale 2005, e dalla scorsa estate fa parte della mega-scuderia della News Corp. di Rupert Murdoch.

Un fenomeno, quello della MySpace generation, che fa leva innanzitutto sulla insaziabile sete di Internet da parte dei più giovani: solo negli Stati Uniti, l´87% della fascia compresa tra 12 e 17 anni è regolarmente online, mentre il 44% si collega almeno una volta al dì e il 65% è affezionato ai vari sistemi di instant messaging (secondo dati di fine anno del Pew Internet Project). Pur continuando a seguire contemporaneamente gli altri media, per costoro le rete sociali online vanno dunque assumendo sempre maggiore importanza, includendo amici vecchi e nuovi, compagni di classe attuali e passati, amori vari, familiari, club hobbistici e gruppi di affinità. Lo conferma tra l´altro l´ascesa di analoghi siti quali Xanga, Facebook e la tenuta di pionieri come Friendster, mentre l´agenzia Hitwise riporta che la vasta rete di MySpace raggiunge quasi il 50% del mercato delle web-community statunitensi, 10 volte più di ogni sito rivale.

Un trend che non poteva non attirare le grandi corporation, sempre ansiose di raggiungere al meglio questa promettente fascia di consumatori: Coca-Coca, Apple e Procter&Gamble sono state le tra le prime a lanciare prodotti all´interno di queste reti e sponsorizzare specifiche aree e servizi comunitari. E sembrano anche le agenzie pubblicitarie, con il previsto boom delle inserzioni online, nonché i giganti mediatici tesi alla massima convergenza, vedi lo stesso arrivo di Murdoch, che ha sborsato 580 milioni di dollari per avere MySpace, all´interno del budget di 1,3 miliardi di dollari spesi finora per varie acquisizioni sul web.

Ma se nei mesi scorsi i big media a stelle e strisce si erano più volte interessati a questo spazio cyber-sociale per segnalarne simili successi (da vari pezzi sul New York Times a una cover story del settimanale BusinessWeek), ultimamente le agenzie-stampa hanno rilanciato dispacci con un tenore ben diverso. A metà febbraio, un 26enne di Santa Cruz (California) è stato arrestato per dopo aver ripetutamente incontrato una quattordicenne conosciuta su MySpace, mentendo sulla sua età. Mentre un lancio dell´Associated Press del 3 marzo apre così: «Due uomini hanno usato il sito Internet MySpace.com per organizzare incontri sessuali con ragazze minorenni in Connecticut, hanno spiegato ieri le autorità in quello che hanno definito il primo caso federale a sfondo sessuale che coinvolge il popolare network». Titoli subito ripresi dai tabloid dello stesso Murdoch oltre che da quotidiani, network tv e ovviamente dalle testate d´informazione sul web. Anche se il sito non è accusato di nulla, né simili eventi sono (purtroppo) una novità in una socialità virtuale che rispecchia e amplifica quella reale. «Ciò riguarda solo questi predatori», ha spiegato il procuratore federale. «Quando si tratta di accusare qualcuno, si può puntare il dito soltanto contro gli indiziati». I quali restano in attesa della formalizzazione delle accuse, rischiando pene massime variabili tra 60 e 30 anni di galera.

Dal canto suo MySpace, come altri spazi analoghi, prevede svariate misure atte a prevenire abusi di questo tipo: il divieto all´uso del sito da parte di minori di anni 14, limitazioni d´accesso al profilo personale di utenti compresi tra 14 e 15 anni, software per identificare i minorenni basato su parole usate tipicamente di quell´età, pattugliamento dei profili sospetti (circa 200.000 sono stati cancellati per il sospetto che l´età dichiarata non fosse quella vera). Oltre a una serie di safety tips, avvisi vari a non rivelare troppe cose personali e a stare comunque in campana quando si entra in contatto con i membri della comunità. «C´è una percentuale di ragazzi che inserisce una quantità decisamente eccessiva di informazioni riguardo se stessi su MySpace», spiega infatti Monique Nelson, direttore di Web Wise Kids, ente non profit con base in California. Tutte questioni che per i dirigenti di MySpace rimangono di «enorme importanza», intanto che continuano a collaborare con autorità e genitori per migliorare la sicurezza del sito, incluse restrizioni all´accesso generale e un sistema migliore per verificare l´età effettiva di membri che entrerà tra poco in vigore – pur se ciò dovesse rallentare la crescita del sito stesso.

Dove intanto l´attività complessiva procede frenetica come sempre, basata com´è su un ventaglio di aree che spaziano dalle chat room alle inserzioni, dai video alla scuola alla musica. Quest´ultima resta anzi al centro dell´attenzione, a conferma dell´intuizione del co-fondatore di MySpace, Tom Anderson, musicista di belle speranze che lanciò il sito proprio con l´intento di creare e offrire spazio gratuito per i suoi colleghi indipendenti. L´aumento incontrollabile del traffico e delle diverse esigenze dei nuovi arrivati ha poi portato alle necessarie espansioni, con la graduale perdita dell´atmosfera intima e diffusa tipica degli inizi, che lo stesso Anderson ha tentato di preservare al massimo prima di cedere alle lusinghe di Murdoch. Tuttavia, gran parte di quello spirito è rimasto: gli utenti possono ascoltare Mp3 di ogni tipo e la home page presenta (in MySpace Music) le band del momento, come The Adored, gruppo di dancey wired discopunk da Los Angeles, che offrono un´immediata anteprima sonora delle proprie capacità. Il sito sponsorizza regolarmente eventi dal vivo e un´etichetta discografica, con l´imminente lancio di una radio via satellite, un´unità di produzione video e un servizio wireless. L´ultimo in termini di tempo di simili eventi è il M3: Miami Music & Multimedia sulle assolate spiagge della Florida, un raduno di cinque giorni per «celebrare musica, tecnologia, arte e moda», al quale gli utenti registrati possono partecipare pagando 99 dollari.

Un turbinio di attività che al momento poggia su uno staff di 175 persone a tempo pieno, di cui quasi un terzo dedito esclusivamente all´assistenza clienti. Senza dimenticare come quest´ascesa si tiri dietro anche quella della pubblicità, che campeggia variamente nelle pagine del sito e con stime che assegnano a MySpace il 10% di tutti gli spot e banner visti complessivamente dagli utenti online. Con prospettive ancora più ampie per quest´ultimo ambito sull´onda di ulteriori, plausibili crescite complessive, ora che vanno concretizzandosi integrazioni e scambi con altre comunità online: è il caso di Buzz-Oven, ad esempio, spazio ideato per musicisti auto-prodotti che ha organizzato eventi di gran successo a Dallas, Texas, e il cui fondatore Aden Holt, chitarrista di talento, da un po´ di tempo dimora sempre più spesso su MySpace portandosi dietro gli oltre 3.600 membri-amici. Questa tendenza al rimescolamento sembra la carta del futuro prossimo per i social network, da attivare tramite forme informali (e meno) di partnership capaci di portare maggior traffico ai siti coinvolti e, importante, tenere sempre vivo l´interesse di giovani pur sempre inclini alle distrazioni mediatiche. Trend in cui MySpace ha le carte in regola per veleggiare alla grande, purché riesca a dribblare le ricadute delle attuali questioni legali e riassicuri genitori ed autorità sull´efficace tutela dei minorenni.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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