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I processori del 2000 secondo Intel

16 Marzo 2000

I processori del 2000 secondo Intel

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Celeron con sezione grafica integrata e processori a 64 bit: ecco la roadmap delle innovazioni di Intel per il 2000

Nel campo dei microprocessori il 2000 è cominciato all’insegna della confusione e dell’incertezza. Il leader del mercato è ancora Intel, ma il più diretto e temuto concorrente, AMD, è dietro l’angolo con il suo Athlon che promette di rimanere la più veloce CPU x86 ancora per un po’ di tempo.

Intel, in questi primi mesi del 2000, ha cercato di accelerare il rilascio del suo nuovo processore Pentium III Coppermine per contrastare le eccezionali vendite dell’Athlon di AMD, ma non ha fatto i conti con gli inconvenienti che possono sorgere della tecnologia che sta a contorno dei microprocessori. Infatti, il rilascio dei nuovi Coppermine doveva essere abbinato all’introduzione sul mercato di un chipset che sapesse sfruttare tutta la potenza del nuovo microprocessore.

La tecnologia del nuovo chipset i820 è teoricamente pronta ma ha incontrato delle difficoltà d’implementazione con le nuove memorie RamBus da 800 MHZ e quindi non sarà possibile sfruttare integralmente la potenza dei Coppermine. I nuovi moduli di memoria RIMM RamBus sono introvabili e soprattutto non dispongono di un adeguato supporto da parte dei produttori di schede madri. Intel quindi ha deciso di accettare l’unica soluzione alternativa disponibile sul mercato, le SDRAM a 133 MHZ a singola velocità, ma tra poco saranno disponibili delle memorie SDRAM DDR (double data rate) che consentono di trasferire due dati per ciclo di clock, quindi con una velocità di 266 MHZ.

Rimandato il problema sul chipset i820 e sulle memorie RamBus, Intel nei prossimi mesi rilascerà delle nuove tecnologie che rivitalizzeranno le prestazioni dei PC di tutte le fasce di mercato. Entro giugno dovrebbe arrivare sul mercato il chipset i815 con grafica integrata e supporto per la memoria a 133 MHZ. La sezione grafica integrata sarà in ogni caso disattivabile attraverso l’inserimento di una qualunque scheda grafica AGP e finalmente si potrà disporre di un chipset adeguato: l’attuale chipset 810 abbinato al Coppermine è una contraddizione, il chipset più economico abbinato alla CPU più costosa.

Il processore Celeron ha rappresentato per tutto il 1999 la CPU con il migliore rapporto prezzo/prestazioni ed ha diligentemente contrastato i super economici processori AMD K6-2. Intel è stata costretta a vendere i Celeron praticamente a costi di realizzo ma durante la prima metà del 2000 saranno mandati in pensione. Le attuali versioni con bus a 66 MHZ saranno rimpiazzate con una versione del Celeron che conterrà tutte le innovazioni del Coppermine.

I nuovi Celeron saranno costruiti con tecnologia a 0.18 micron e saranno dotati di 128 Kb di memoria cache gestita in maniera più efficiente. Le istruzioni SSE, introdotte col Pentium III, incrementeranno le prestazioni in campo multimediale e viaggerà alle frequenze di 533, 566, 600, 633 MHZ con un bus a 100 MHZ.

Un ulteriore passo avanti sarà fatto dalla nuova Cpu economica di Intel, finora conosciuta col nome in codice “TIMNA”. Si tratta di un Celeron che sicuramente integrerà gran parte dei sottosistemi presenti in tutte le più comuni schede madri. Al suo interno conterrà un acceleratore grafico e una sezione audio ma non sarà compatibile con l’attuale Socket 370: serviranno nuovi modelli di schede madri con uno zoccolo diverso.

Tutti gli attuali processori di Intel si basano sull’architettura P6 introdotta col Pentium Pro ma verso la fine del 2000 dovremmo finalmente assistere ad un vero e proprio salto generazionale. Il Pentium VI, nome in codice “WILLAMETTE”, consentirà ad Intel di raggiungere la fatidica velocità di 1000 MHZ (1 GHZ) grazie al processo di realizzazione a 0,13 micron ed alle interconnessioni in rame. Il bus di sistema viaggerà ad una velocità di 200 MHZ sincronizzato con delle memorie RamBus 800. Le tecnologie a contorno rappresenteranno un’evoluzione delle attuali soluzioni: si passerà dallo standard Ultra DMA 66 all’Ultra DMA 100 e disporremo di porte USB con una velocità di trasferimento maggiore.

Dopo un periodo di sviluppo durato più di cinque anni, Intel renderà disponibile il suo primo microprocessore a 64 bit, Itanium. Il passaggio ai 64 bit apre dei nuovi orizzonti nello scenario dell’elaborazione dati: inizialmente questa nuova tecnologia sarà disponibile solo per il mercato server e workstation a livello scientifico. Il mercato dei personal computer poggerà le basi sui 32 bit ancora per un po’ di tempo ma poi dovrà gradualmente migrare verso il software a 64 bit. La nuova architettura a 64 bit è molto efficiente col software ottimizzato, ma un processore Itanium, con l’attuale software a 32 bit, è veloce quanto un Pentium III di media potenza.

Per maggiori informazioni: www.intel.com

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