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I militari americani bloccano Internet in Irak

15 Gennaio 2003

I militari americani bloccano Internet in Irak

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Domenica scorsa si è verificato un blocco nell’accesso a Internet a Bagdad, dopo il lancio dagli Stati Uniti di una campagna di propaganda per email. La guerra, sulla rete, è cominciata e gli americani fanno appello ai responsabili civili e militari irakeni perché cessino di sostenere il regime del presidente Saddam Hussein.

Secondo quanto riporta la AFP, un impiegato di un cyber cafè di Bagdad ha dichiarato che non c’era più accesso a Internet da due giorni.
“C’è un problema da due giorni – ha dichiarato sotto anonimato l’impiegato – ma dovrebbe funzionare domani mattina (lunedì per chi legge)”. Il tipo di guasto, però, non è stato specificato.

Un impiegato di un altro cyber cafè ha dato una risposta simile, anche lui senza specificare di quale guasto si trattasse. Ha dichiarato, però, che è successo in tutta Bagdad.

Questa interruzione del servizio Internet, avviene subito dopo il lancio da parte dell’esercito americano di una campagna via email che chiama i responsabili civili e militari a non solidarizzare con il regime di Saddam Hussein e a fare i delatori, comunicando informazioni sulle armi di distruzione di massa (vera fissazione dell’amministrazione Bush) che, secondo Washington, dovrebbe possedere l’Irak.

Gli irakeni, come in ogni regime che si rispetti, non hanno grande scelta sul gestore di posta elettronica. Posso utilizzare solo Urulink, il servizio di email gestito e controllato dallo stato, mentre servizi anonimi come Hotmail o Yahoo! sono bloccati.

Secondo quanto riporta la AFP, citando una fonte anonima del Pentagono, le email sono inviate verso l’Irak da una settimana circa.

“Se fornirete informazioni sulle armi di distruzione di massa o se prenderete misure per impedirne l’uso – è scritto in uno dei messaggi inviati dai militari americani – faremo il necessario per proteggere voi e la vostra famiglia”.

Poi arriva la parte “umanitaria”: “Gli Stati Uniti e i suoi alleati – riporta un altro messaggio di propaganda inviato dagli Usa – vogliono che il popolo irakeno sia libero dall’ingiustizia di Saddam e che l’Irak diventi membro rispettato della comunità internazionale. L’avvenire dell’Irak dipende da voi”.

Questi messaggi email fanno parte di una vasta campagna psicologica a supporto dell’intervento armato.
Già a fine dicembre erano stati lanciati nel sud dell’Irak centinaia di migliaia di volantini e trasmessi via radio appelli alla popolazione irakena in cui si chiedeva di non sostenere il regime di Saddam Hussein.

La guerra continua.

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