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I 15 rilanciano il piano e-Europe

25 Febbraio 2002

I 15 rilanciano il piano e-Europe

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La settimana scorsa i 15 paesi dell’Unione europea hanno iniziato una prima verifica del piano e-Europe, il progetto che mirava a sviluppare la società dell’informazione in seno alla UE e la convergenza tecnologica.

I 15 ministri delle telecomunicazioni guidati dal presidente di turno spagnolo, hanno sentito esperti e industriali del settore per una prima revisione del piano e-Europe adottato dal consiglio europeo che si era tenuto a Feira, in Portogallo nel giugno 2000.

In sintesi, questo piano d’azione mirava a fare dell’Europa “la più competitiva e dinamica economia della conoscenza al mondo” entro il 2010 e a colmare il ritardo della UE rispetto agli Stati Uniti nell’uso delle nuove tecnologie e soprattutto di Internet.
Un piano che si è scontrato con problemi legati soprattutto all’uso della Rete.

“Le connessioni troppo lente”, il decollo “ancora più lento” del previsto del commercio elettronico, “le scuole connesse ma senza che Internet faccia parte del processo pedagogico” e le amministrazioni online dove “resta molto da fare”, sono alcuni degli ostacoli sollevati da un recente rapporto della Commissione europea guidata da Prodi.

Una ragione che ha spinto i commissari a raccomandare ai paesi membri “di proseguire l’azione del piano e-Europe oltre il 2002 e di mettere l’accento su un uso più performante di Internet”.

I ministri, sotto la presidenza della ministra spagnola, Anna Birules, sono stati aiutati nelle loro riflessioni da interventi di molti esperti e dirigenti d’azienda.

Il Global Business Dialogue on Electronic Commerce (GBDe), gruppo privato che raccoglie i dirigenti delle più grandi aziende mondiali, ha pubblicato un documento per l’occasione dove si invitano i poteri pubblici europei a promuovere soprattutto le reti ad alta velocità e i pagamenti elettronici.

Le conclusioni di quest’incontro saranno riprese durante il prossimo consiglio europeo di Barcellona del 15 e 16 marzo.
L’obiettivo sarà di approvare un nuovo piano d’azione e-Europe per il consiglio di Siviglia del prossimo giugno, ultimo atto della presidenza spagnola alla UE.

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