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Hyperfilm: quando il film diventa una rete

08 Aprile 2003

Hyperfilm: quando il film diventa una rete

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La tecnologia degli Hyperfilm permette di arricchire con informazioni di diversa natura un video digitale, modificandone la tradizionale linearità di utilizzo

Potrebbe sembrare un vero “uovo di colombo”: un’idea semplice, ma subito produttiva e vincente, un prodotto senza troppi fronzoli, ma in grado di fare cose utili senza complicarsi la vita. Sarebbero orgogliosi di darci un occhiata i padri creatori del concetto di Ipertesto e Ipermedia: da Vannebar Bush a Douglas Engelbard, fino a Ted Nelson. Si tratta della tecnologia degli Hyperfilm uno strumento che, come racconta l’azienda omonima che li ha creati, “permette di arricchire con informazioni di diversa natura un video digitale, modificandone la tradizionale linearità di utilizzo”; in pratica di creare collegamenti ipermediali da e per qualsiasi altro oggetto che stia sul Web verso un filmato, in modo da esplorare l’efficacia e le peculiarità della comunicazione ipermediale utilizzando un video digitale come filo conduttore di un insieme di informazioni organizzato e strutturato.

HyperFilm è la società nata a Torino come spinoff del CSP, centro di ricerca nel settore ICT, che ha lanciato il concetto di Hyperfilm dopo due anni di lavoro sperimentale con l’obiettivo di sviluppare e generare nuove idee nel settore della comunicazione ipermediale. Per poter navigare negli Hyperfilm non occorre nulla di particolarmente strano per un normale navigatore delle Rete: un browser recente (Internet Explorer o Netscape a scelta) e i plugin di ShockWave e QuickTime, oltre ad avere ovviamente una disponibilità notevole di banda trasmissiva (attorno ai 256 kbit/sec), dato che il filmato viene erogato in streaming. Il player che gestisce le interazioni fra i vari plug-in è completamente multi piattaforma Wintel-Macintosh e viene scaricato in pochi attimi ogni volta che si naviga un Hyperfilm.

Con un normale browser Web gli utenti del film ipertestuali possono avere un’interazione tra i contenuti dei filmati gli approfondimenti, i link, i documenti e altri filmati che si rendono accessibili man mano che si procede nella visione del filmato principale. La navigazione non si presenta di tipo invasivo, dato che il navigatore non deve, ma può scegliere di navigare nelle risorse che gli vengono messe a disposizione man mano nel browser. Cambia la struttura di lettura di un filmato, che esce dal ritrito schema del play, pause, forward, rewind e si apre alla multidimensionalità piena dell’ipertesto o ipermedia che dir si voglia.

Un altro vantaggio importante del prodotto è che, con pochissimi ritocchi, si può utilizzare lo stesso lavoro iperfilmico per un sito Web piuttosto che per un Cd-Rom off-line. La parte di authoring di Hyperfilm è a sua volta molto semplice e leggera da gestire e permette, anche a un non esperto di tecnologie, di realizzare velocemente i diversi collegamenti fra filmato, informazioni, e siti Web.

Roberto Tua, il cuore e l’anima del progetto Hyperfilm, ha capito fin da subito che la tecnologia è uno strumento, non il punto di arrivo. Secondo Tua “le applicazioni degli Hyperfilm sono tutte ancora da creare: possiamo utilizzarli per i normali modi di comunicare, ma abbiamo ancora moltissimo da realizzare per pensare a dei nuovi modi di fare comunicazione multimediale. Ad esempio Hyperfilm può essere usato nell’intrattenimento per creare arricchire con link e informazioni filmati cinematografici o di informazione; può servire per rendere maggiormente accattivanti delle presentazioni aziendali sia on-line che off-line oppure nel caso degli enti pubblici per gestire in maniera innovativa l’informazione sul territorio, sui beni culturali o sul turismo. Ad oggi però – ha aggiunto – la maggior parte delle applicazioni sviluppate sono nel campo della scuola e della formazione per creare lezioni e moduli didattici efficaci ed interessanti. Ma siamo solo all’inizio di un nuovo percorso per imparare a comunicare in Rete in modo fortemente innovativo”.

L'autore

  • Vittorio Pasteris
    Vittorio Pasteris è un giornalista italiano. Esperto di media, comunicazione, tecnologia e scienza, è stato organizzatore dei primi Barcamp italiani e collabora con il Festival del giornalismo di Perugia.

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