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Google svuota il portafoglio con il Wallet

29 Settembre 2011

Google svuota il portafoglio con il Wallet

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L’alba dell’era dei pagamenti wireless di prossimità tramite il cellulare si sta rapidamente avvicinando

La tecnologia Nfc (Near Field Communication), il sistema che permette a un telefonino (o meglio uno smartphone) di interagire con sensori e apparati posti nelle sue immediate vicinanze è uno di quegli sviluppi che promettono non solo applicazioni glamorous-markettare ma anche decisamente concrete. Di NFC abbiamo già parlato un po’ di tempo fa e ora ci torniamo sopra perché dalla teoria si è passati alla seria pratica, con l’annunciata entrata in campo di Google. E quando Google si mette a fare una cosa, bisogna tenerne conto (anche se non sempre le sperimentazioni – vogliamo parlare di Buzz? – vanno a buon fine).

Al posto del portafoglio

Con Google Wallet e un cellulare dotato di Nfc (come il Nexus S), si può ora pagare semplicemente avvicinando il telefono a un sensore di prossimità. Sarà probabimente un dispositivo integrato in una di quelle macchinette sempre più usate per la carta di credito e bancomat: invece di infilare la card e digitare un pin, ci si appoggia sopra il telefono. Per ora niente Google Wallet in Italia (negli Stati Uniti solo con Spint), per quanto sistemi analoghi siano in fase di test nella Metropolitana Milanese (solo con cellulari Tim) e per le carte di credito che basta avvicinare a un sensore, senza necessità di strisciarle in un lettore. Tuttavia non sarebbe male se, al posto di tente soluzioni proprietarie, Google riuscisse a imporre uno standard in un settore, quello delle transazioni mobili, particolarmente appetibile per gli operatori telefonici e per le grandi manovre dei circuiti di credito. Il sistema di Google per ora è basato su Mastercard, ma si sta lavorando per aprire il sistema anche alle altre carte di credito.

Con Wallet si pagherà, ma non solo: la strategia è che arrivi a sostituire qualsiasi tipo di tessera e biglietto. Nei piani di Google il sistema dovrebbe trasformarsi in un portafoglio a tutti gli effetti, comprendendo carte di pagamento, fidelity card dei supermercati e, suppongo, un giorno anche la foto di moglie e figlio o il quadrifoglio seccato trovato anni fa in montagna. In effetti i nostri portafogli (il mio di sicuro) sono resi ipertrofici dal proliferare di tessere e tesserine per la raccolta di punti con cui ottenere sconti, accumulare crediti o ricevere in regalo oggetti che spesso non ci saremmo mai sognati di comprare.

Oltre la comodità

Per noi utenti avere tutte le card dentro il telefono sarebbe una bella comodità e a noi maschietti sgonfierebbe la protuberanza nella tasca dei pantaloni e della giacca (evitando la fastidiosa pressione sul nervo sciatico, che può causare la sciatica auto-inflitta). Per le aziende potrebbe essere un problema, specie per le catene distributive: avere tutte le tessere punti nel telefono potrebbe portarci a avere tutte le tessere possibili e usarle in ogni negozio. Potrebbe da un punto di vista psicologico attenuare la molla ad andare in una specifica stazione di servizio piuttosto che in un’altra qualsiasi – tanto di entrambe, qualunque si scelga, si hanno i punti (per raccolte che comunque molti di noi non riescono mai a finire).

Come al solito, anche sul fronte dei nostri soldi – sempre più smaterializzati (soprattutto dalla crisi) – sono in agguato novità potenzialmente interessanti. Anche perché Google non è certo il solo operatore interessato a diventare il re dei pagamenti via Nfc e operatori come Isis si sono già portati un bel pezzo avanti nell’organizzare un proprio sistema di pagamento sul cellulare. Resterà da vedere se la gente si fiderà di questo modo così virtuale di pagare, se non esiterà di fronte al timore che vengano “sniffati” i dati dall’etere radioelettrico, se in paesi come l’Italia, dove già la carta di credito non è molto usata, il passo dal contante al cellulare non sia culturalmente troppo vasto. Magari anche per giovani generazioni molto geek, ma con un’anima tradizionalista rispetto ai biglietti di banca.

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