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Gli spammer responsabili delle catene di sant’Antonio?

05 Settembre 2003

Gli spammer responsabili delle catene di sant’Antonio?

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Chi di noi non ha ricevuto un messaggio in posta elettronica legato a catene di sant’Antonio e, per scaramanzia, ha rimandato la missiva ai famosi 10 destinatari?
Tutti, credo. Ma dietro a questo fenomeno, secondo alcuni esperti, c’è la mano degli spammer.

Sarebbero questi distributori di spazzatura elettronica a fomentare queste catene e, così, raccogliere indirizzi che poi useranno. Una volta acquisito l’indirizzo di posta elettronica, lo vendono ad altri “compari” che lo riutilizzeranno a loro volta e così via.

Prove vere e proprie di questa pratica “a catena” non ce ne sono, ma un esperto in scherzi su Internet del dipartimento dell’energia americano pensa chi gli spammer potrebbero usare questo metodo per raccogliere indirizzi elettronici.

Una pratica più “lenta” di quella tradizionale affidata ai robot per la ricerca sulla rete, ma presenta vantaggi notevoli per gli spammer.

Un messaggio mandato ad almeno 15 persone, che indica di mandarlo ad altri 15 fornisce un numero notevole di indirizzi di utenti che normalmente scambiano messaggi via posta elettronica.

Ottenere questi indirizzi è un modo efficace per aggirare i filtri che gli utenti mettono per evitare lo spam: chi rifiuta la mail di un amico?

Dunque, se ricevete messaggi che vi promettono benessere e fortuna se rimandati, cestinateli. Solo così guadagnerete in benessere e avrete la fortuna di non passare tempo inutile a cancellare messaggi spazzatura.

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