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Gli e-book e l’ultimo Teorema di Fermat

30 Novembre 1998

Gli e-book e l’ultimo Teorema di Fermat

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I nuovi libri elettronici sembrano destinati ad un grande successo. Ma cosa ne sarà dei vecchi libri di carta? E cosa ne sarà di Amazon.com, che sul connubio libro tradizionale e nuove tecnologie ha costruito il suo successo?

In un mio precedente articolo (https://www.apogeonline.com/riflessi/art_58.html) ho parlato dei rivoluzionari libri elettronici, ormai noti come “e-book”, cioè “electronics-book”. Questi straordinari oggetti potrebbero, essere basati, invece che su uno schermo ad alta risoluzione, su fogli di una speciale carta nella quale sono compressi dei substrati di un sottile film sensibile, una sorta di “inchiostro elettronico”. L’inchiostro riprodurrebbe il testo scaricato da un collegamento Internet o memorizzato in una flash card. Il libro come oggetto fisico che si identifica con il suo contenuto cambierebbe così i suoi connotati.
Sotto la copertina di un anonimo e-book potrebbero quindi esserci sia la Divina Commedia che l’ultimo numero di Topolino.

Qualcuno potrebbe obiettare che la diffusione di questi oggetti sarà molto limitata e che difficilmente le persone accetteranno la distinzione fra “supporto”sul quale viene scritto il libro e il contenuto (cioè il libro vero e proprio). E poi alla gente piace avere gli scaffali delle propria libreria ben riempiti con volumi dai dorsi vivacemente colorati. Vero.
Ma pensate ai vantaggi. Ad esempio, nessun libro sarà più fuori catalogo, visto che sarà possibile ottenerne sempre una copia via rete. Sarà possibile usufruire di nuove utility che permetteranno di operare una ricerca all’interno del testo (addio agli indici analitici).

Il testo su supporto elettronico verrà reso appetibile alla consultazione ma la sua struttura probabilmente non sarà quella lineare del vecchio testo stampato. Assisteremo ad una trasformazione dei testi in ipertesti, ricchi di collegamenti ad altri documenti in un rincorrersi senza fine di analogie e riferimenti.

Curiosamente queste nuove tecnologie potrebbero mettere in crisi proprio chi con Internet – e quindi con le nuove tecnologie informatiche ed elettroniche – ha fatto fortuna vendendo libri (di carta) come ad esempio la celebre Amazon.com: David Risher, vice-presidente della società ha ammesso di tenere sott’occhio gli sviluppi dell’e-book, in fondo a loro basta vendere, in formato elettronico o cartaceo, poco importa. Ma gli interrogativi aperti da queste nuove tecnologie sono molti.

Sarà veramente la fine del libro di carta? Forse avremo due categorie di libri: gli e-book per manuali, guide turistiche, eccetera, e i libri tradizionali per i romanzi. Probabilmente, insomma, continueremo a leggere Stephen King su carta ma i manuali e le riviste di informatica sugli e-book. E i libri scolastici a che categoria apparterranno? Qualcuno non ha avuto dubbi ed ha aperto la strada: in Texas un senatore ha proposto l’abolizione dei libri di testo per la scuola da sostituire con PC portatili.

Infine, c’è il problema del copyright. Se da anni le fotocopie dei testi universitari mettono in crisi l’editoria del settore, che avverrà con gli e-book? Forse verranno crittati con codici “a prova di copiatura”né più né meno di quello che si fa comunemente con il software commerciale. Ci saranno, insomma, vantaggi e svantaggi sia per i lettori che per gli editori. Forse non saranno contente tutte quelle persone abituate ad usare il margine dei libri (di carta) per inserire note ed appunti: dovranno abituarsi a scriverle in una finestra sullo schermo. D’altro canto, se uno dei più grandi matematici del ‘600 avesse avuto sottomano il trattato di geometria di Diofanto su un e-book, piuttosto che su un robusto tomo di carta, probabilmente non avremmo aspettato 360 anni per avere una dimostrazione del cosiddetto Ultimo Teorema di Fermat. Scriveva infatti il matematico: “ho trovato una mirabile dimostrazione, ma il margine di questo libro è troppo piccolo per contenerla”.

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