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Furti di dati dalle fotocopiatrici digitali

12 Dicembre 2003

Furti di dati dalle fotocopiatrici digitali

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Un nuovo tipo di furto d'informazioni ha fatto la sua comparsa in Norvegia: un dipendente ha sottratto dati aziendali dall'hard disk non di un Pc, ma da quello di una fotocopiatrice digitale

L’uomo, un dipendente di una società norvegese, passava sistematicamente informazioni riservate a un’azienda concorrente recuperandole dall’hard disk di una fotocopiatrice digitale. Resa nota dalla società norvegese Ibas, specializzata nel recupero di dati, la vicenda potrebbe ripetersi in altre aziende, perché attualmente sempre più fotocopiatrici e apparecchi multiuso sono forniti di hard disk, per poter trattare al meglio alcune operazioni complesse, come la copia fronte-retro. Si tratta di una caratteristica tecnica, tra l’altro, sconosciuta a molti utilizzatori.

Inoltre, molte di queste fotocopiatrici non sono di proprietà delle aziende, ma sono oggetto di contratti di leasing o di locazione. Hard disk che contengono informazioni sensibili possono dunque circolare a volte piuttosto liberamente.

Tuttavia, in teoria, la memoria è soltanto temporanea, essendo le informazioni cancellate dopo ogni copia. Ma queste “pulizie” sono a volte troppo rudimentali per resistere a un tentativo di recupero condotto da società specializzate o da persone meno ben intenzionate.

Software per pulire a fondo gli hard disk

Ovviamente, se Ibas si è affrettata a rendere nota questa vicenda è perché la società norvegese dispone di tecnologie che permettono di rendere illeggibile un hard disk. “Commercializziamo un software – spiega un tecnico della società – che può effettuare tutti i passaggi di cancellazione necessari, cosa che impedisce quasi ogni recupero dei dati. È anche possibile agire fisicamente, con uno smagnetizzatore, che li renderà completamente irrecuperabili”.

Gli specialisti della settore non stanno alla finestra: Xerox commercializza, con la sua gamma di apparecchi multiuso, un’opzione Image Overwrite Security, che si ispira alle esigenze del Dipartimento americano della Difesa e che impedirebbe il recupero di qualsiasi informazione.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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