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Fuori Microsoft dallo Stato italiano

03 Novembre 2000

Fuori Microsoft dallo Stato italiano

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Secondo i firmatari di una lettera aperta indirizzata al ministro Bassanini, lo Stato italiano dovrebbe abbandonare i software costosi di Microsoft e utilizzare quelli gratuiti.

A seguito del governo cinese che adotterà il pinguino di Linux all’inizio dell’anno, nella lettera si raccomanda l’uso di software gratuiti e in “open source”, come Star Office Suite di Sun Microsystems.

Secondo i firmatari (tra i quali ci sono nomi noti del mondo “open source” italiano) il governo italiano potrebbe ridurre di molto le spese informatiche, che dovrebbero attestarsi a 520 milioni di dollari per la suite da ufficio Office di Microsoft.

Inoltre, l’aggiornamento frequente e essenziale dei prodotti Microsoft aumenta il costo dei software, che raggiunge una cifra di tre mila miliardi di lire spesi quest’anno dal governo Amato.

L’adozione di software gratuito per rimpiazzare quello di Microsoft potrebbe diminuire della metà i costi inerenti all’acquisto di software per lo stato, secondo quanto dice InterLex, iniziatore della petizione.

Poi, i problemi di sicurezza che conoscono i software Microsoft sono, per così dire, inesistenti sulle piattaforme a codice sorgente aperto: “poiché centinaia di migliaia di programmatori hanno accesso al codice sorgente, le eventuali falle di un software potrebbero essere scoperte in cinque minuti”, secondo Manlio Cammarata, editore di InterLex.it.

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