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Free come in connettività

05 Settembre 2012

Free come in connettività

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Oltre le Alpi il panorama della connessione mobile è diventato più dinamico. Perché non prendere spunto dai francesi?

La storia di Free sembra interessante, da come la racconta TechCrunch: un nuovo operatore telefonico mobile francese che si è conquistato una nicchia di mercato percepibile seguendo strategie diverse da quelle dei concorrenti consolidati e cambiando le regole del gioco.

Oggi l’offerta base di Free è una tariffa da 19,99 euro al mese, senza contratto, con chiamate illimitate verso i cellulari francesi e nordamericani, chiamata illimitate verso i numeri fissi di quaranta nazioni, SMS e MMS illimitati in Francia, accesso illimitato Wi-Fi agli hotspot creati dai modem venduti dall’azienda per la connessione Internet e connessione dati illimitata, con riduzione della banda dopo i tre gigabyte mensili.

Contano poco il prezzo basso e l’eventuale qualità o mancanza della stessa. Interessa maggiormente la possibilità di operare in un mercato consolidato, aggressivo, con margini difficili e cambiare le regole del gioco.

Secondo TechCrunch, Free – nata nel 2002 come provider Internet – ha ottenuto in sei mesi 3,6 milioni di clienti, ovvero il 5,4 percento del mercato transalpino, con un mix azzeccato di scelte tecnologiche, commerciali e finanziarie:

Disrupting the mobile landscape in France was a long process for Free, but thanks to its hacker culture and radical differences from its competitors, it achieved exactly what it planned to do a few years ago.

Il presente di Free nasce dalla decisione dell’autorità regolatrice francese di assegnare nel 2009 una licenza aggiuntiva per operatori mobile con connessione 3G, aggiudicata per 240 milioni di euro.

Ci si chiede se nell’attuale panorama italiano qualcuno stia pensando a mosse liberalizzatrici del mercato cellulare, o che favoriscano la concorrenza, o gli investimenti, o che vadano a favore di un utilizzo ancora più produttivo dei collegamenti wireless.

Per avere il tutto compreso a venti euro senza contratto? No, di pubblicità stracciona a tappeto ne abbiamo già fin troppa, grazie. Per lasciare sbocchi all’innovazione, dare spazio a aziende disposte a rischiare per creare qualcosa di nuovo, fornire impulso alla connettività mobile italiana che, mi dicono, in Europa sarebbe la peggiore con l’eccezione di Malta.

Fare come se per assurdo Internet potesse essere utile al Paese e a chi lo abita, per favorire la crescita e le buone idee imprenditoriali.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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