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Francia: autorizzata la sorveglianza degli scambi peer to peer

27 Aprile 2005

Francia: autorizzata la sorveglianza degli scambi peer to peer

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La CNIL, autorità francese garante per la privacy, ha approvato l'utilizzo, da parte degli sviluppatori di videogiochi, di un sistema di sorveglianza automatica degli scambi P2P

Una decisione che ha sollevato le proteste delle associazioni degli internauti, oltre che del Partito socialista (PS) francese. La Commission Nationale Informatique et Libertés (CNIL) ha infatti approvato il progetto presentato dal SELL, il sindacato degli editori di software di svago, per la realizzazione di un sistema di sorveglianza automatica degli scambi di file sulle reti peer to peer.

L’articolo 9-4 della legge “Informatica e libertà del 1978”, così come modificato da una legge del 6 agosto 2004, consente alle persone giuridiche che agiscono per la tutela o LA gestione di diritti, nonché agli organismi di difesa professionale di realizzare dei “trattamenti di dati a carattere personale, relativi all’infrazione di questi diritti”, a condizione di aver ottenuto il consenso espresso della CNIL.

Quest’ultima, nel caso in questione, prima di dare il consenso ha esaminato attentamente il metodo proposto dal SELL, per assicurarsi che mantenesse “l’equilibrio tra il rispetto della privacy e i diritti degli autori”.

Il sistema proposto dal SELL prevede due tipi di azioni, una preventiva e l’altra repressiva, in caso di constatazione d’infrazione al codice della proprietà intellettuale.

La prima azione consiste nell’invio, all’utente che ha illegalmente messo a disposizione o scaricato un software, di un messaggio col quale lo si informa del fatto che il software in questione è soggetto al diritto d’autore e che la sua azione integra un atto di pirateria. La CNIL ha precisato che questa notifica non potrà mai essere accompagnata dalla conservazione dei dati personali, quali l’indirizzo IP, del destinatario.

Solamente “in casi limite, caratterizzati dalla gravità dell’infrazione” la SELL può registrare l’indirizzo IP dell’internauta e inviargli un avviso d’infrazione, seguito dalla redazione di un processo verbale, redatto da un proprio agente, autorizzato dal ministero della Cultura.
L’indirizzo raccolto – che, per disposizione della CNIL, potrà essere conservato dal SELL per non più di un mese – deve poi essere messo a disposizione dell’autorità giudiziaria. L’identificazione del titolare dell’indirizzo potrà evere luogo solo nel corso del procedimento penale.

L’obiettivo della SELL è quello di perseguire solo i “pesci grossi”, cioè le persone che fanno della pirateria un’attività commerciale.

Il SELL è oggi il solo organismo autorizzato ad applicare questo sistema di prevenzione e di repressione, e limitatamente agli internauti che hanno piratato software facenti parte di un suo elenco. Gli altri aventi diritto dovranno fare domanda alla CNIL, per essere inseriti nella lista. Si pensa, in particolare, ai rappresentanti delle case discografiche e cinematografiche, che non vorranno certo privarsi di questa nuova opportunità di limitare i download illegali delle loro opere.

L'autore

  • Annarita Gili
    Annarita Gili è avvocato civilista. Dal 1995 si dedica allo studio e all’attività professionale relativamente a tutti i settori del Diritto Civile, tra cui il Diritto dell’Informatica, di Internet e delle Nuove tecnologie.

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