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Fornitori di accessi tedeschi contro il divieto ai siti neo-nazisti

19 Settembre 2002

Fornitori di accessi tedeschi contro il divieto ai siti neo-nazisti

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Si riaccende la polemica in Germania sul divieto di consultazione di siti neo-nazisti.
La legge federale lo impedisce e le autorità fanno rispettare il divieto; dall’altra parte molti fornitori di accessi tedeschi fanno causa per violazione della libertà di espressione.

“Arriveremo fino alla Corte costituzionale se dobbiamo”, ha detto il responsabile della ECO (l’associazione tedesca per l’e-commerce) durante un congresso a Düsseldorf sulla libertà di informazione su Internet, aggiungendo che questi tentativi di regolazione di Internet in Germania sono irreali e contrari all’interesse commerciale.

Il problema è acuito dal fatto che molti delle aziende coinvolte (anche se il contenzioso riguarda 76 fornitori di accessi) hanno sede negli Stati Uniti, dove esiste una diversa legislazione in materia. Ne sanno qualcosa le organizzazioni ebraiche francesi che hanno ingaggiato un duro braccio di ferro con Yahoo! proprio sullo stesso argomento.

Queste aziende sono state obbligate dai land di Renania e nord-Westfalia a chiudere l’accesso a due siti di propaganda nazista; divieto apprezzabile che però si scontra con l’essenza stessa di Internet, una rete mondiale che collega miliardi di computer e crea problemi tecnici di grossa portata non facilmente superabili.

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