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Fondi di portale

17 Ottobre 2014

Fondi di portale

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Uno sguardo a un sito istituzionale e così com'è largamente inutile, alle sue economie e alla concorrenza.

Rendo dichiarazione spontanea che, in tema di Italia.it, ero rimasto fermo al ministro Rutelli che scandiva plìs vìsit uèbsait bát plìs vìsit ìtali. Tempi eroici, doveva ancora uscire iPhone e le mappe si compravano in edicola.

Sono tornato sul portale del turismo italiano per pura curiosità – già un sintomo che qualcosa potrebbe andare meglio, se rientro nel target dei visitatori potenziali – dopo avere letto un tweet per me enigmatico:

L’Italia è turismo ma anche molte altre cose e trovo riduttivo che un dominio da portale nazionale sia dedicato a un singolo settore di attività: si confrontino ch.ch, France.fr, Denmark.dk, Deutschland.de.

Detto questo, enigma chiarito: si è tutti pronti a criticare Italia.it poiché è poco utile, con testi da antico sussidiario per le scuole elementari tradotti in un inglese approssimativo in più di un passaggio, e pagine fintamente interattive piene di link e vuote di servizi. Uèlcom tu 2004.

Partecipano in pochi perché è un carrozzone traboccante di denaro pubblico. Dal 2009 al 2012 Italia.it sarebbe costato tre milioni di euro l’anno. Dal 2004 al 2007 sarebbero stati spesi 45 milioni di euro. Dati più particolareggiati, con riserva di verifica, su Wikipedia e Scandalo Italiano. Denaro pubblico in Italia è un ossimoro: ne veniamo privati.

Stimo che in Italia esistano almeno diecimila persone capaci di lavorare molto meglio di così a pari budget. Se serve posso fornire dozzine di conoscenze dirette dalla professionalità collaudata. Non dovrebbe servire: c’è un Ministero dei beni culturali. Si informi e metta al lavoro su Italia.it non i miei amici e neanche i suoi, bensì il meglio italiano del web design e del contenuto. Oppure stiamo con il video di Rutelli, vìsit àur càuntrisaid, ché lo abbiamo già pagato e il livello attuale è nei pressi.

Cari amici che scrivete idee per un sito pagato decine di milioni di euro dai contribuenti: visitate Croatia.hr, Germany.travel, Ireland.com, GoIsrael, Polonia.travel, Spain.info, VisitBritain, Visit Iceland, VisitLuxembourg, VisitMalta, Visit Norway, Visit Portugal. Troverete ispirazione a volontà. Scoprirete in quante lingue si possa realizzare un portale nazionale del turismo: quarantacinque su Germany.travel, cinque su Italia.it.

Siate infine ambiziosi: nessuno può millantare la mancanza di fondi.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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