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Fisco ed e-commerce

12 Gennaio 2001

Fisco ed e-commerce

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La normativa fiscale per i siti di e-commerce è poco chiara e legata al carattere “libero” e senza frontiere della Rete. Un piccolo passo avanti a cura dell’OCSE.

La domanda classica è: un sito commerciale deve pagare le imposte in ogni paese dove vende, o unicamente nel paese d’origine?

Per rispondere a questa, come ad altre domande, il Comitato degli affari fiscali dell’Organizzazione di Cooperazione e Sviluppo Economico (OCSE) ha organizzato una conferenza di servizio, che permetterà di puntualizzare i criteri di domiciliazione delle imprese di commercio elettronico.

Infatti, per determinare se un paese ha il diritto di tassare una società di e-commerce, dovrà innanzitutto stabilire con precisione se le attività principali della società in questione sono realizzate da una sede permanente o presso una domiciliazione d’impresa.

In effetti, né un sito Internet (anche se è redatto nella lingua del paese in questione), né un fornitore di servizi non possono essere considerati come le “sedi permanenti” di una società.

Per contro, un server (che ospita il sito commerciale in questione) può essere considerata come una sede se le sue funzioni sono essenziali per le attività commerciali della società.

Insomma, una materia complessa che l’OCSE sta cercano di risolvere, una volta per tutte.

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