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Felicità e sviluppo

17 Luglio 2014

Felicità e sviluppo

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Sviluppare app sembrerebbe dare la felicità, ma al tempo stesso fa auspicare una vita almeno un poco più semplice.

Ci si accorge di un trend potenziale al momento di scoprire interventi dello stesso tenore che si moltiplicano in rete e puntano nella medesima direzione. Il trend potrebbe essere questo: gli sviluppatori sono stanchi.
Qualche avvisaglia sul versante commerciale l’ha portata il nostro Massimo Cassamagnaga, nel parlare di ritorni in diminuzione contrariamente alle aspettative e consapevolezze dei clienti.
Sul lato tecnico invece, tra quelli che hanno dato il la si distingue Ed Finkler da The Pastry Box Project, che con il tempo diventa sempre più sospettoso verso il continuo avvicendarsi di nuove tecnologie, librerie, architetture e piattaforme:

La mia tolleranza per le curve di apprendimento si assottiglia ogni giorno. Le nuove tecnologie, una volta affascinanti proprio perché nuove, ora sembrano ostacoli. […] Ho paura che il lavoro di “sviluppatore web” stia andando più veloce di me, oppure che le mie capacità si stiano atrofizzando.

Potrebbe sembrare il lamento di un lavoratore alle soglie della pensione, se non si parlasse di fasce di età che al telegiornale vengono spacciate per adolescenza avanzata. Questo è il parere del trentaduenne Marco Arment, creatore di Instapaper:

Ho perso quasi del tutto l’interesse allo sviluppo web. Il mondo delle app client-side è molto più stabile e favorisce una conoscenza profonda di nozioni che cambiano di rado rispetto al costante fuoco di sbarramento di tecnologie, librerie, framework, tecniche e metodologie nuove e non necessariamente migliori ma comunque differenti, che appesantiscono il lavoro dello sviluppatore.

Matt Gemmell, che ha abbandonato il lavoro di sviluppatore per guadagnarsi il pane come scrittore sul web (dice lui, con una caduta verticale degli introiti e l’impossibilità di comprare una Tesla, ma la soddisfazione di fare esattamente quello che gli piace), riassume così:

Abbiamo avuto il nostro più recente Rinascimento software sotto forma di piattaforme “mobile” e relativi app store e credo che il settore inizi a tornare verso il consolidamento e le megaimprese. Non è più un tempo particolarmente favorevole per intraprendere la carriera di sviluppatore indipendente di app.

Potrebbe anche andare peggio: secondo uno studio di Ipsos-Mori citato dal Guardian, l’indice di felicità degli sviluppatori tocca il 77 percento (Italia: 73). Tuttavia il 60 percento vorrebbe una vita più semplice (Italia: 70). Programmare app, tutto sommato, può essere ancora una carriera.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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