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Fede, ricerca interiore e Internet

16 Aprile 2004

Fede, ricerca interiore e Internet

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Buona parte degli utenti USA naviga in ambiti religiosi o spirituali, mentre in Italia è partita da poco Innernet: percorsi di consapevolezza e anima del mondo.

Tra i mille rivoli che danno corpo (e anima) a internet non poteva certo mancare quello religioso/spirituale/mistico. In tal senso è da anni che la rete va affermandosi come strumento principe per la circolarità di informazione attenta e tempestiva, oltre che per la condivisione di esperienze e percorsi sulla via della consapevolezza. Ecco allora che non stupisce il dato centrale di una recente indagine curata, negli Stati Uniti, da Pew Internet & American Life Project: il 64 per cento dei cyber-utenti partecipa a un qualche tipo di attività spirituale o religiosa. Si tratta di circa 82 milioni di persone, per lo più interessate a interazione e networking al di fuori dei contesti tradizionali, onde poter così esprimere le convinzioni personali.

Il rapporto, dal titolo Faith Online, sottolinea in sostanza come due terzi degli attuali navigatori USA (oramai quasi 130 milioni in totale) si dedichino in un modo o nell’altro a simili esplorazioni. Si tratta di una fascia d’utenza certamente più attiva rispetto alla media dei cittadini digitali. Queste infatti le cifre di una giornata tipica per tale fascia di navigatori: il 63 per cento va online regolarmente, il 56 per cento usa il web da almeno sei anni, oltre il 60 per cento vanta connessioni a banda larga. Tra le attività online più popolari nello scenario religioso, ecco altre rilevazioni specifiche: il 38 per cento ha scambiato email dal contenuto spirituale; il 35 per cento ha inviato o ricevuto e-card relative a festività religiose; il 32 per cento è andato online appositamente per leggere notizie e report su eventi particolari; il 21 per cento ha cercato informazioni sul modo più appropriato per le varie celebrazioni; e il 17 per cento ha usato internet per trovare i luoghi adatti per partecipare ai servizi religiosi.

Altro dato interessante, circa il 28 per cento dei rispondenti afferma di aver cercato o scambiato informazioni con altri praticanti di tradizioni diverse. Indagando i motivi per una simile attività, il 51 per cento lo fa perché curioso sulle altrui credenze e posizioni, mentre per il 13 per cento ciò aiuta la crescita personale e per il 31 per cento sono valide entrambi le ragioni. Quanti si considerano “persone spirituali ma non religiose” sono quelle che trascorrono molto tempo online, impiegandone gran parte nell’esplorazione di percorsi di ricerca individuali, in contrapposizione alla riduzione di tempo dedicata invece a congregazioni e chiese varie.

Un’ultima annotazione per segnalare che l’indagine si basa sulla panoramica quotidiana nell’uso di internet da parte degli statunitensi e su una valutazione delle risorse online concernenti i vari aspetti della salute. La Princeton Survey Research Associates ha inoltre condotto delle interviste telefoniche tra metà novembre e metà dicembre 2003 su un campione di oltre 2.000 adulti maggiorenni. Secondo l’indagine di Pew Internet & American Life Project, infine, tra quanti usano il digitale a scopo religioso o spirituale la maggioranza sono donne bianche di mezza età, con educazione almeno a livello di college e relativamente agiate.

Se questo è il quadro di riferimento oltreoceano, per l’Italia va segnalato il recente avvio di una stimolante avventura sempre basata sul digitale: Innernet. Si tratta di un’iniziativa completamente non-profit centrata sul “desiderio di divulgare conoscenze profonde e utili per tutti coloro che si trovano su un percorso di ricerca interiore.” Voluto e partorito, dopo una lunga gestazione, da Ivo Toshan Quartiroli, il progetto presenta una serie di articoli, interviste, recensioni e saggi su temi che spaziano dai percorsi di ricerca (tradizionali e recenti) a tecniche di meditazione e di esplorazione interiore, dagli insegnamenti dei maestri di consapevolezza al rapporto tra psicologia e spirito. Né mancano interventi sugli stati di coscienza, inclusa la via psichedelica, e sulla consapevolezza applicata al sociale e al politico (ecologia, diritti umani, pace). Oltre a segnalazioni disparate su corsi, seminari, scuole, training e ad una sezione riservata agli articoli in inglese.

Al riguardo, Innernet ospita anzi la versione italiana di importanti articoli curati da esperti quali Mike Davis (“Il cervello del Buddha. Dharma e neuroscienze”) o apparsi su note riviste come la buddhista Tricycle — vedi l’intervista con il Dalai Lama su religione, società e natura della mente. Ampio spazio trovano le tematiche affini all’insegnamento di Osho, le cui comunità continuano a prosperare in Italia e nel mondo. Il tutto in un formato al confine tra rivista online e blog, con occhi (e cuore) puntati verso un misticismo intriso di pratica attualità — inclusi spazi per inserire i propri commenti di seguito a ogni articolo e un forum per condividere opinioni, percorsi e riflessioni. E a conferma della trasversalità continua, Innernet sarà presto arricchita da importanti contributi nel settore “Tecno-consapevole”, con articoli tratti dalla nota rivista di ‘culture jamming’ AdBuster e da fonti analoghe. In altri termini, da Internet a Innernet: se l’informazione vuole essere libera, la conoscenza vuole essere liberatoria.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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