Sony è riuscita finalmente a contenere i costi produttivi della Playstation 3. Secondo l’analista giapponese Kota Ezawa, di Nikko Citigroup, l’attuale versione da 80 GB ha raggiunto un costo industriale di 400 dollari, escludendo l’assemblaggio.
Una cifra più che accettabile se si considera che al lancio nel 2006 ogni console da 60 GB richiedeva circa 840 dollari (stima iSuppli). Insomma, a distanza di più di un anno il colosso giapponese è riuscito a incrementare il suo margine di guadagno: il prezzo di listino statunitense al momento è di 499 dollari per la versione da 80 GB e 399 dollari per quella da 40 GB.
L’obiettivo del contenimento dei costi, secondo Ezawa, è stato raggiunto grazie all’incremento dei volumi produttivi, la razionalizzazione dei componenti e la riduzione dei costi di fabbricazione del processore principale. La Cpu Cell, infatti, con il passaggio produttivo a 65 nanometri ha visto tagliare il suo costo di 29 dollari.