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Enrico Colombini su web app e interfacce

22 Maggio 2012

Enrico Colombini su web app e interfacce

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Web app dal costo più alto di quello apparente e interfacce che devono evitare un rischio nascosto.

Eccoci in fondo alla lunga intervista di Ivan Rachieli a Enrico Colombini, autore di Locusta Temporis, libro-gioco-romanzo la cui genesi è stata analizzata lo scorso venerdì. In precedenza si era discusso di differenza tra giochi interattivi e romanzi interattivi. Prima ancora gli argomenti sono stati confine tra intrattenimento letterario e ludico, identità tra ebook e videogame e interazione negli ebook.

Ivan Rachieli: Le applicazioni web basate su HTML5 e CSS3 consentono di sviluppare prodotti editoriali potenzialmente molto complessi e accessibili utilizzando qualsiasi dispositivo dotato di un browser. Cosa pensi di queste tecnologie? Tra l’altro di Locusta Temporis esiste già una versione accessibile online: stai pensando anche a una vera e propria web app?

Enrico Colombini: La versione online di Locusta Temporis contiene solo il primo capitolo, ma non ci sono ostacoli tecnici che impediscano di pubblicare in questo modo un intero libro, o corsi interattivi, o altre opere. È interessante notare che, siccome concettualmente ciascuna pagina contiene in sé l’intero stato di lettura, non c’è alcuna necessità né di programmazione lato server o lato client, né di ‘salvare’ la situazione: basta usare un normale segnalibro (bookmark) del browser per conservare memoria di tutte le azioni compiute.

HTML5 è certamente interessante e le web app si diffonderanno sempre più, anche se penso che il loro costo di sviluppo sia più alto di quanto possa sembrare, a causa dei ricorrenti problemi di compatibilità con i diversi browser e le relative versioni, dei molteplici aspetti da considerare (server, client e comunicazione) e della necessità di un testing esaustivo. Parlo ovviamente di applicazioni affidabili, perché a fare un programma che funziona solo sui computer di prova sono capaci tutti. Lo so che oggi il software prima si vende e poi lo si fa funzionare, ma io sono della vecchia scuola. 🙂

Lavorando di HTML5 è possibile giocare a Angry Birds nel browser. Ma i costi di sviluppo per un ambiente in continua evoluzione sono sostenibili?

Personalmente non sono troppo attirato né dalla programmazione per il Web né a maggior ragione dalle web app, un po’ perché sono un orso delle caverne e non amo troppo la comunicazione permanente, un po’ perché ciò mi richama il tempo dei terminali che accedevano a un sistema centrale (il sistema dittatoriale che credevamo definitivamente rovesciato dalla rivoluzione del personal computer), ma specialmente perché mi piace lavorare su basi solide e ben definite e avere tutto sotto controllo, in modo da poter costruire sistemi complessi e affidabili.

A lavorare col Web sembra di programmare una spugna che cambia continuamente forma, per di più usando necessariamente librerie altrui che a loro volta possono avere problemi e cambiare di versione, il tutto navigando su standard in perenne mutamento e mai del tutto rispettati… insomma, mi sembra di costruire le bancarelle della fiera di paese, che domattina saranno smontate, piuttosto che la Tour Eiffel.

Ivan Rachieli: Parliamo di interfacce. Come si guida il lettore attraverso decisioni, scelte ed enigmi, facendo in modo che non finisca per perdersi o per imboccare un vicolo cieco?

Enrico Colombini: Il vicolo cieco è indubbiamente una delle peggiori situazioni che possano capitare al lettore; è assai poco desiderabile rimanere bloccati senza via d’uscita. Per prevenire questa evenienza ho usato tre accorgimenti: un’attenta organizzazione del ‘libro sorgente’ (non dover tenere traccia manualmente delle pagine e degli stati è di grande aiuto), un accurato testing delle possibili scelte e sequenze e, per sicurezza, un ulteriore programmino ausiliario.

Quest’ultimo ha il compito di verificare che la pagina finale (o le possibili pagine, nel caso di finali multipli) sia raggiungibile attraverso una catena di link da ciascuna delle altre pagine, di modo che non possa esistere una pagina ‘bloccante’.

Per quanto riguarda l’interfaccia propriamente detta, uno dei problemi connessi alla presenza di enigmi è che il lettore si ritrova a passare e ripassare più volte dalle medesime pagine… o almeno da pagine che possono sembrargli le stesse perché magari appartengono a un altro stato per effetto di una scelta precedente (e fin qui tutto bene, il lettore non deve saperlo) oppure hanno qualche piccola variante: ad esempio, nella descrizione la finestra è aperta anziché chiusa.

Come può il lettore rilevare la differenza nel testo senza rileggersi ogni volta la pagina, il che porterebbe a una noia mortale? Nel mio caso, oltre ad adottare pagine brevi pensate per essere completamente visibili sullo schermo (almeno con molti reader) ho cercato di piazzare le modifiche in testa o in coda alla pagina, in modo che possano essere individuate con facilità; mi rendo conto che non si tratta comunque di una soluzione ottimale, ma temo che il problema sia insito in questo tipo di lettura.

Frotz

Tra libri interattivi e videogame si pongono problemi di interfaccia sempre nuovi. Anche per Frotz, una app nata per rigiocare in ambiente mobile le gloriose avventure testuali Infocom.

Per il resto ho cercato di far immedesimare il lettore con il protagonista di turno, in modo che l’interfaccia tendenzialmente sparisca dentro la vicenda stessa, ossia non venga percepita come separata dal testo; ovviamente non pretendo di avere trovato una soluzione ottimale, anzi sono certo che vi sia ancora molto spazio per la sperimentazione.

Ivan Rachieli: Quali sono i tuoi piani per il futuro? Stai lavorando su nuovi ebook interattivi?

Enrico Colombini: Magari! I miei appunti debordano di spunti e idee, ma al momento è meglio che mi dedichi a trovare qualcosa da fare, possibilmente che sia minimamente interessante (cosa assai difficile in Italia dove c’è un’atavica paura di ogni innovazione). Non mi spiacerebbe lavorare ancora nell’industria dei videogame, anche se i grandi sviluppatori cercano più che altro iperspecialisti da incatenare a una specifica scrivania, mentre i piccoli (dove è più facile trovare creatività e innovazione) hanno da far quadrare i conti, soprattutto in questo periodo, e faticano a cogliere i frutti del loro lavoro. Ma qualcosa mi inventerò.

Ivan Rachieli: Grazie di tutto Enrico, e a presto 🙂

Enrico Colombini: Grazie a te per l’ospitalità e la pazienza 🙂

(6-fine. I segmenti precedenti dell’intervista sono stati pubblicati in questa sequenza, dall’inizio: Tra ebook e videogiochi: parla Enrico Colombini, 4 maggio; Enrico Colombini: lettori interattivi, libri a misura, 8 maggio; Enrico Colombini, tra narrazione e gioco, 11 maggio; Gioco o ebook? Risponde Enrico Colombini, 15 maggio; Anatomia della Locusta di Enrico Colombini, 18 maggio).

L'autore

  • Ivan Rachieli
    Ivan Rachieli, 30 anni, laurea in letteratura russa, master in editoria. Ha lavorato in GeMS con gli ebook, e in ZephirWorks con le applicazioni web. Un giorno mollerà tutto e se ne andrà sul lago Bajkal, per dedicarsi finalmente alle cose serie, come ad esempio la caccia col falcone. Se avete voglia di conoscerlo meglio, potete fare due chiacchiere con lui su Twitter @iscarlets o leggere il suo blog.

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