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Ecco Internet Explorer 7, Microsoft non rischia

23 Ottobre 2006

Ecco Internet Explorer 7, Microsoft non rischia

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Esce l'attesa nuova versione del più diffuso programma per la navigazione in Internet. Recuperato il divario nella dotazione di funzionalità, il programma non innova ma punta soprattutto sulla sicurezza contro le minacce informatiche

Finalmente è nata, in versione definitiva, la nuova versione del browser Internet Explorer. La gestazione è durata più di un anno (l’annuncio dello sviluppo a febbraio 2005), in un susseguirsi di diverse beta pubbliche. L’attesa è grande: dopo cinque anni di immobilismo da parte di Microsoft nel settore browser, la sfida viene riaperta. L’ombra minacciosa di Mozilla Firefox incombe, seguita dal rinnovato Opera. La versione definitiva di Internet Explorer 7 sarà disponibile in Italia tra pochi giorni, mentre negli Stati Uniti è già uscita.

Il divario con gli altri browser è stato colmato, ma sembra che non ci sia stato nessun rilancio. Tabbed browsing e gestione dei feed non sono una novità, ed effettivamente il browser Microsoft ne sentiva molto la carenza. Il logo è stato rinfrescato, per adeguarsi al design più in voga, ma l’interfaccia rimane consueta. Gli utenti così non verrano disorientati e l’utilizzo rimarrà funzionale come le versioni precedenti. Consueta non significa uguale: lo stile è tipicamente targato Redmond e anticipa in maniera decisa l’interfaccia che si vedrà sul futuro Windows Vista. Trasparenze e riflessi rendono più accattivante l’esperienza di navigazione. I pulsanti di Back e Forward si riducono e vengono affiancati alla barra di navigazione, insieme al tasto Home e al tasto Print. Questa barra è ampiamente modificabile. A destra di questi pulsanti troviamo un altra funzionalità tipicamente Firefox-style: si tratta di una casella di ricerca dedicata, ovvero la possibilità di effettuare ricerche in un motore direttamente dal browser. Al momento dell’installazione viene impostato come motore predefinito il Live Search di Live.com.

La novità di rilievo è quella della navigazione a tab. Questa è sempre stata una delle armi in più che hanno determinato l’ascesa di Firefox. Internet Explorer la introduce come una grossa novità grazie al design di tipo MDI (Multiple Document Interface). La navigazione tra i tab è efficace (le scorciatoie da tastiera sono Ctrl+T e Ctrl+W): ogni tab aperto ha il suo pulsante di chiusura, a differenza di Firefox che di default utilizza un unico bottone di chiusura in alto a destra. Una vera chicca è la funzione di salvataggio di un gruppo di tab. Nei preferiti con un singolo click potremmo così aprire diversi tab e quindi diversi siti. Come home page predefinita è possibile impostare, inoltre, un numero di tab predefiniti, che partono in automatico all’avvio del browser. Altra curiosità riguarda l’apertura dei pop-up, che vengono aperti in un nuovo tab e non in una nuova finestra. Fermo restando la funzionalità di blocco dei pop-up che già conosciamo in Windows Xp. I nuovi tab vengono aperti in background, lasciando al suo posto il tab aperto in precedenza.

Anche i feed Rss entrano di prepotenza dentro Internet Explorer. La possibilità di sottoscrivere e gestire rappresentazioni semplificate dei contenuti dei siti web era già presente in Opera e introdotta grazie ad alcuni plugin in Firefox. A questo proposito va sottolineato con piacere che è stato adottato un logo unico in grado di indicare la presenza di feed Rss nel sito visitato. I programmatori del team Rss di Microsoft si sono accordati con quelli di Mozilla Foundation: il logo unificato è già stato adottato da alcuni mesi su Firefox, mentre ora sarà esteso anche a Internet Explorer e di qui, si spera, a tutti gli altri browser. Ogni volta che visitiamo un sito web dotato di feed Rss l’iconcina lampeggia nella barra di stato, indicando la presenza della versione Rss o Atom. La gestione dei feed viene integrata nel browser insieme alla gestione dei segnalibri. Con pochi click si potranno seguire i feed preferiti senza la necessità di ricorrere un’applicazione specifica. Tutto confluisce nel Favorites Center (erede dei Preferiti), un menu che integra la gestione dei segnalibri, quella dei feed e la cronologia.

La gestione di stampa delle pagine web è stata molto migliorata. L’anteprima consente di adattare in maniera più precisa la pagina che stiamo stampando, alla pagina su cui andremo a stampare. Anche l’implementazione di sicurezza e privacy hanno avuto un occhio di riguardo nella nuova versione di Explorer. La minaccia del momento in fatto di attacchi virali sembra essere il pishing, così Microsoft ha integrato un filtro anti-phishing dentro Internet Explorer. Un pop-up chiederà di segnare come sicuro il sito visitato, solo per la prima visita; questo dovrebbe essere confrontato con una blacklist di siti a rischio. In questa maniera l’utente crea un elenco di siti fidati in maniera da ridurre i pericoli di cadere nella trappola dei malintenzionata. Ogni volta che visitiamo un sito critico viene mostrato un avviso giallo, ricordandoci di fare attenzione al pericolo. Nel caso di un sito conosciuto come a rischio pishing, l’avviso diventa rosso e viene impedito di aprire la pagina. In Internet Explorer 7 viene introdotta anche la protezione contro lo spofing del sistema Idn (International Domain Name): vengono bloccati i siti con Url che potrebbero trarre ingannare l’utente, per esempio quelli in cui caratteri numerici che prendono il posto di lettere simili. Nonostante queste funzionalità Secunia ha già pubblicato un avviso riguardo a quella che potrebbe essere la prima falla ufficiale in Internet Explorer 7. Va detto che Microsoft ha smentito la vulnerabilità, chiedendo a Secunia una maggiore precisione nella descrizione del problema. Sul fronte privacy viene introdotta l’opzione delete browsing history che elimina tutti i dati sensibili della navigazione: dati dei form, password, cookies e file temporanei. Nella precedente versione di Explorer lo stesso risultato veniva raggiunto con un numero maggiore di operazioni.

Microsoft spera di colmare il divario con gli altri browser commerciali. La percentauale di utilizzo del browser targato Redmond era del 97% nel 2003. Negli ultimi anni la quota è scesa, in maniera pericolosa secondo Microsoft, fino all’86%. Microsoft oggi rilancia ma non innova: le nuove funzionalità di Explorer sono già viste e novità degne di nota o particolarmente nuove non ci sono. Saranno gli utenti e il mercato a dare il proprio giudizio. Internet Explorer 7 rimane gratuito e sarà disponibile su Windows XP SP2, Windows 2003 SP1 o superiore, nonché sul futuro Windows Vista. Al momento dell’installazione verrà richiesto di autenticare la copia del sistema operativo in uso.

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