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E se il browser imparasse a fare il caffé?

18 Luglio 2008

E se il browser imparasse a fare il caffé?

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Grazie a plug-in e add-on, i programmi per la navigazione web sono in grado di supportare un numero sempre maggiore di attività, spesso di livello professionale. Una riflessione sulla democratizzazione dell'accesso agli strumenti di produzione

Diciamocelo: di questi tempi di guerra dei browser non si parla quasi più – nonostante molto ci sarebbe da dire, soprattutto perché un gigante come Microsoft si è trovato nel 2006 a far uscire una versione nuova del suo browser perché stava perdendo posizioni nei confronti di Firefox. E tuttavia i browser sono sempre più al centro della nostra attenzione. Poiché, in quanto tecnologie ubique, che sono spesso in grado di girare su ogni macchina e ogni sistema operativo, sono un perfetto cavallo di troia per altre cose. Siccome il supporto a Html/Css oramai è giunto a un livello di stabilità accettabile, i browser (o meglio i propri sviluppatori) competono su altro. Hanno iniziato prima timidamente e poi in maniera sempre più marcata a costruire il prodotto con un’architettura modulare in cui poter installare nuovi plugin e nuovi componenti che ne estendono la funzionalità di base.

Sebbene i moduli aggiuntivi esistano per quasi tutti i browser, Firefox porta all’estremo questa tendenza, grazie alla scelta dell’open source e a una predisposizione strutturale per gli add-on della comunità. Così, senza quasi rendercene conto, ci troviamo nella imprevista (fino a qualche anno fa) situazione per cui oggi sarebbe possibile lavorare allo sviluppo web delle pagine senza alcun software di tipo tradizionale. E in maniera per lo più identica nei sistemi operativi più diffusi. Firefox ha infatti estensioni tali e tante che può sostituire nell’ordine: un tool di prototyping, un tool di creazione Html/Css, un tool di Ftp, un tool di check della qualità delle pagine.

In effetti non si dovrebbe probabilmente leggere un tool, ma diversi tool. Ma per brevità elenchiamo solo i più noti e i più maturi, rimandando all’esplorazione della repository ufficiale per le eventuali alternative.

Prototipazione. Pencil è un tool di prototipazione per il web. Consente di creare bozzetti di pagina usando forme predefinite di elementi tipici dell’interfaccia (gli stencil), lavorando facilmente anche su multiple pagine che condividano elementi in comune. Va a sostituire per alcune specifiche esigenze tool come Visio, Omnigrapphle, Axure, Illustrator, Indesign, Fireworks. Prodotti fra di loro anche diversi, ma tutti usati da diversi professionisti per la prototipazione rapida nelle fasi precoci della progettazione. Il pacchetto pesa 400 KB ed è disponibile per Firefox 3. Testato su Linux e Windows, dovrebbe poter funzionare senza problemi anche su Mac

Creazione e modifica di Html/Css. Ci sono diversi editor Html disponibili. Il più maturo e completo è probabilmente – ma si attendono smentite – Codetch di Zachary Carter, che trasforma il browser in un vero e proprio editor xHtml/Css, con molte funzionalità simili a quelle presenti nel più noto Dreamweaver, incluse le reference guide, la vista codice/editor visuale/anteprima, gli snippet di codice da riutilizzare, eccetera. Consente di aprire multiple pagine, di validarle direttamente, e include anche una console Javascript per un debugging rapido. Si tratta di un prodotto talmente buono (e in soli 365KB…) che può completamente sostituire editor visuali più titolati.

Ftp. Un completo Ftp manager per gestire l’upload di file sul vostro server è FireFTP, che si dimostra robusto e affidabile. Il mondo Mac, per esempio, nonostante alcuni ottimi prodotti a pagamento, è carente di editor Ftp di alto livello. Il più interessante è forse Cyberduck, ma talvolta è una soluzione poco ottimale per chi è abituato a interfacce a due pannelli (va detto che contiene comunque funzionalità anche più avanzate del semplice Ftp, dunque è senza dubbio un prodotto utile in molte circostanze). FireFtp vi consente di gestire account multipli e di trasferire i file con un’interfaccia semplice e compatta. Il peso è di circa 500 KB.

Check della qualità. Non basta fare le pagine: ogni sviluppatore web ha i suoi metodi e i suoi strumenti di verifica della qualità del codice, della correttezza sintattica, di ispezione per eventuali bachi, di raccolta di informazioni per pagine esistenti. Probabilmente insuperato in questo campo è la web developer toolbar di Chris Pederick (disponibile anche per Flock e Seamonkey), che consente di fare talmente tante cose che servirebbe un wiki (e molto più tempo) per raccontarle tutte. Dall’abilitazione/disabilitazione rapida del foglio di stile, della cache e di javascript, alla visualizzazione del DOM tree, alle informazioni sugli header Http e su classi e id degli elementi in uso, fino alla modifica in diretta del foglio di stile, oltre al tradizionale lavoro di validazione rapida di Html/Css e il controllo di accessibilità tecnica, questo strumento soddisfa la più ampia gamma di esigenze degli ossessivi del codice.

A questi strumenti manca forse soltanto un editor di immagini, ma oltre a strumenti open source desktop come Gimp, esistono sempre più servizi hosted online che consentono la creazione dal nulla di piccole immagini per usi comuni sulle pagine web, come bordi arrotondati o sfumature – come Gradient Image Maker, Gradient Generator, Corner Shop, Ajax Rounded Corners Generator, Rounded Image Corner Generator. Per non dire naturalmente di servizi di vero e proprio fotoritocco online come Picnik.

Come si vede, dunque, possedendo solo Firefox, si è in grado di sostituire un’intera suite di produttività per il web. I prodotti sono spesso di buona qualità, ma decine di volte più leggeri dei corrispondenti prodotti stand-alone. E sono per lo più cross-piattaforma, come Firefox. Il punto che vogliamo sottolineare non è, però, che gli strumenti professionali smetteranno di esistere. Il punto piuttosto è che il web sta accelerando quelle tendenze – in atto fin dagli anni ‘50/’60, ma evidenti nell’informatica a partire dagli anni ‘80 con l’esplosione del Desktop Publishing (1985) – di democratizzazione dell’accesso a strumenti di produzione di artefatti e prodotti culturali cognitivi che fino a poco prima erano appannaggio di professionisti o sotto il controllo di editori/proprietari dotati di cospicui capitali, abbattendo significativamente il costo degli strumenti.

Il percorso è estremamente importante e non sappiamo quali conseguenze avrà. In due sensi. Il primo è che accanto a un allargamento del bacino di persone abilitate a fare cose, vi è l’inevitabile abbassamento medio della qualità di quelle cose. Il che significa che professionisti non si diventa comunque per il solo fatto di possedere la possibilità di fare cose “da professionisti”. È ormai chiaro che queste dinamiche non uccideranno i professionisti, come molti temevano e temono. Ma rimescoleranno le carte per creare una società differente dalla attuale, in cui alcune professioni (tutte?) perderanno sacralità e ci si confronterà piuttosto con la qualità dei singoli lavori. Passione, competenza e qualità saranno sempre importanti, nel giornalismo, come nella produzione di pagine web. Solo che ora non ci sono più steccati alti a impedire a chi ne fosse appassionato di provarci, e di competere con chi è più titolato.

Altra questione è chi trarrà davvero beneficio da questa libertà. Il tema, oggi, smaltita la sbornia della new-economy (con la sua mistica dello sviluppo e dell’arricchimento personale e esponenziale) e, oramai, anche le utopie libertarie post-capitaliste, si pone per determinare il ruolo e le garanzie che i lavori intellettuali avranno nell’economia del futuro. Soprattutto nel momento in cui è chiaro a tutti, anche agli ex-utopisti, che i grandi gruppi e le istituzioni sono perfettamente in grado di riorganizzarsi per sfruttare le proprie posizioni di vantaggio anche in Rete. E di sfruttare questa disseminazione di manodopera intellettuale competente da una posizione di vantaggio (si vedano a proposito i recenti saggi di Carlo Formenti, Cybersoviet, e di Geert Lovink, Zero comments).

Chiedere un’estensione di Firefox che risolva anche questi problemi, però, ci pare per il momento troppo.

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