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E-mail di protesta: un ex impiegato vince la causa contro Intel

03 Luglio 2003

E-mail di protesta: un ex impiegato vince la causa contro Intel

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Negli Stati Uniti, la Corte suprema della California ribalta la sentenza di un tribunale di primo grado e di quello di appello e da ragione a un ex impiegato della …

Negli Stati Uniti, la Corte suprema della California ribalta la sentenza di un tribunale di primo grado e di quello di appello e da ragione a un ex impiegato della Intel, perché non ha attentato alla proprietà privata del gruppo.

Ken Hamidi, cos√¨ si chiama l’ex impiegato dell’azienda di microprocessori, era stato licenziato negli anni ’90. Dopo il suo allontanamento, aveva iniziato una campagna contro Intel inviando e-mail di critica contro i comportamenti del gruppo nei rapporti personali con i dipendenti.

In 21 mesi, Hamidi spedisce sei e-mail a migliaia di suoi ex colleghi.

L’azienda corre ai ripari e, prima, cerca di bloccare le e-mail con artifici tecnici, poi chiede al suo ex dipendente di non inviare pi√Ļ messaggi di posta elettronica. Al rifiuto di Hamidi, Intel decide di partire all’attacco accusandolo di attentato alla propriet√† privata, nel caso specifico del suo sistema informatico.

In primo grado Hamidi viene condannato a cessare l’invio di e-mail, sentenza confermata in appello.
La Corte suprema californiana, invece, ribalta le sentenze √® dichiara che “non ci sono prove che ricevere o distribuire internamente i messaggi elettronici del signor Hamidi abbia danneggiato il sistema informatico di Intel o rallentato o perturbato il suo funzionamento”.

Hamidi, continua la sentenza assolutoria “non ha invaso la propriet√† privata di Intel, come non lo fa un manifestante che porta un cartello o grida in megafono all’esterno degli uffici di una societ√†, inviando una lettera o telefonando per lamentarsi di certi comportamenti”.

La decisione della Corte suprema è stata presa a maggioranza (quattro voti contro tre) e il portavoce di Intel ha dichiarato che il gruppo ha discusso questa sentenza e sta studiando le opzioni a sua disposizione. Insomma, non molla.

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