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Droni e burocrazia: facile l'abbattimento

31 Gennaio 2014

Droni e burocrazia: facile l'abbattimento

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Dovremo aggiornare le filastrocche dei bimbi? Drone su, drone giù, dai un bacio a chi vuoi tu (ma attento alla privacy).

Il 15 gennaio è diventato operativo il regolamento varato in dicembre dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, ENAC, relativo all’uso dei droni. Che ENAC ribattezza SAPR, ovvero Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto.
Siamo così diventati uno dei primi Paesi europei con un regolamento ad hoc seppure ancora in divenire per quanto riguarda standard e convenzioni, come ammette l’Ingegnere Enea Guccini, direttore di standardizzazione e sicurezza, che ha seguito la struttura normativa:

A livello mondiale non esiste ancora una normativa. […] Ogni autorità nazionale si è dovuta muovere indipendentemente. […] La pressione oggi è tale che non è possibile attendere che emergano standard internazionali. Così in Italia, come è accaduto in Francia, Svizzera, Regno Unito (solo con linee guida), abbiamo iniziato a studiare un anno e mezzo fa questo regolamento, mentre i droni volavano già in assenza di un quadro normativo.

La progettazione dei droni vedrà quindi un insieme di variabili in più di cui tenere conto, per evitare le sanzioni prevedibili per i fuorilegge. I parametri essenziali sono pochi: la massa complessiva al decollo inferiore o superiore ai 25 chilogrammi, la zona operativa a cui destineremo i voli dei nostri SAPR e il contatto visivo continuo.
Se costruiremo un piccolo drone, facendolo volare in una zona disabitata e lontana (almeno otto chilometri) da aeroporti o altri spazi aerei critici e lo terremo sotto costante controllo visivo, potremo stare tranquilli e autocertificare la nostra capacità, valutata poco meno di un’abilitazione da aeromodellista. La quale diventa comunque necessaria se l’altezza di volo supera i 70 metri e il raggio operativo i 200.
In caso di impieghi in zone densamente popolate, aree industriali sensibili o sopra agglomerati urbani, le cose si fanno più complesse. Per non parlare della privacy, che in Italia è diventata un intreccio di normative da incubo alla quale gli eventuali sensori dei droni non si sottraggono. Infine diventa obbligatorio per tutti stipulare un’assicurazione di responsabilità civile. Se da maker vuoi il tuo drone, è quindi vivamente consigliata una lettura approfondita al regolamento.
Mentre qualcuno pensa a farli volare, altri sono pronti ad abbatterli, senza riguardo a dimensioni e velocità. È sempre di questi giorni la presentazione di un sistema di difesa presentato dai militari americani chiamato HEL, come annunciato dall’agenzia France-Press.
Il congegno può contare su una batteria di potenti laser, da tre a cinque, capaci di ingaggiare e abbattere in volo praticamente qualunque oggetto volante anche piccolo e ad alta velocità, come un colpo di mortaio, o un drone. In tal caso, non c’è regolamento ENAC che tenga e l’assicurazione può stare tranquilla: è causa di forza maggiore.

HEL

HEL, l’abbattidroni.

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