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Dreamweaver MX 2004

16 Luglio 2004

Dreamweaver MX 2004

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Dreamweaver è riuscito a tenere il passo con il mutevole paesaggio tecnologico grazie a costanti aggiornamenti. Come qualsiasi tecnologia, infatti, anche HTML accusa il passare del tempo. Per quanto abbia svolto bene la propria funzione, resta comunque un linguaggio limitato... Proponiamo qui la parte conclusiva dell'introduzione al libro di Dave McFarland, "Dreamweaver MX 2004 - Il manuale che non c'è"

Tanta flessibilità dell’HTML, che semplifica la scrittura delle pagine, rende la vita difficile a browser, palmari e altre tecnologie che devono interagire con i dati presenti sul Web. Inoltre, il linguaggio HTML non va d’accordo con uno dei linguaggi più interessanti e promettenti di Internet: XML (eXtensible Markup Language).

Per stare al passo dei tempi, si sta facendo sempre più strada una versione migliorata dell’HTML, chiamata XHTML. Anche qui Dreamweaver MX 2004 è all’avanguardia: con questo programma è possibile creare e lavorare con file XHTML. Chi conosce solo l’HTML non deve preoccuparsi; il linguaggio XHTML non è rivoluzionario. È sostanzialmente lo stesso HTML cui vengono applicate direttive un po’ più rigide. Ecco come sarebbe, scritto in XHTML, il codice di una semplice pagina HTML:
“http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd”>


Salve, sono il titolo di questa pagina Web.


Salve, sono il corpo di questa pagina Web.

Tutto ciò che viene dopo è esattamente uguale alla pagina HTML. Le informazioni all’inizio, tuttavia, indicano in che modo la pagina può riconoscere gli standard cui è conforme. In questo caso dicono semplicemente che la pagina è un tipo di documento XML, specificatamente un documento XHTML (tutto questo codice viene scritto automaticamente da Dreamweaver quando si crea una nuova pagina XHTML).

Il codice vero e proprio utilizzato per creare questa pagina è molto simile all’HTML. Perché un file XHTML sia conforme a XML, tuttavia, è necessario rispettare alcune regole.

Iniziare la pagina con una dichiarazione del tipo del documento e un namespace

Sono le primissime righe del listato precedente e servono solo per indicareil tipo di documento, puntando a file del Web che contengono le definizioni di questo tipo di file.

Tag e attributi di tag devono essere scritti in lettere minuscole

A differenza dell’HTML, il tag scritto con le maiuscole in un file XHTML non è corretto.

Per gli attributi di tag servono le virgolette

Un collegamento scritto, per esempio, così: è valido in HTML, ma non funziona in XHTML. È necessario inserire il valore della proprietà href tra virgolette:
.

Tutti i tag (anche quelli vuoti) devono essere chiusi

Per creare un paragrafo in XHTML, per esempio, è necessario iniziare con

e terminare con

. Alcuni tag non sono accoppiati. Questi tag, chiamati “tag vuoti”, non hanno il tag di chiusura. Un esempio è l’interruzione di riga. Per chiudere un tag vuoto è necessario inserire una barra al termine del tag, in questo modo:
. Se tutto sembra un po’ confuso, niente paura! Queste severe regole XHTML sono tutte integrate in Dreamweaver e creare una pagina XHTML con gli strumenti visivi di Dreamweaver non sarà molto diverso dal creare una pagina HTML vecchio stile.

Aggiunta di stili con i CSS

Un tempo era necessario conoscere soltanto il linguaggio HTML per creare pagine con testi e immagini, mettendo in risalto le parole con font, dimensioni e colori diversi. Oggi, invece, i fogli di stile CSS (Cascading Style Sheets) sono diventati indispensabili per creare siti Web complessi. I CSS si basano su un linguaggio di formattazione che serve a migliorare l’aspetto del testo, realizzare layout sofisticati e sostanzialmente conferire uno stile al proprio sito.

Si pensi al linguaggio HTML come al responsabile della strutturazione della pagina e dei contenuti che essa contiene. Tag come

,

e

denotano i titoli e assegnano loro un’importanza relativa: un titolo 1 è più importante di un titolo 2. Il tag

indica un paragrafo elementare di informazioni. Altri tag strutturano ulteriormente i contenuti: il tag

L'autore

  • Redazione Apogeonline
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    Non pensare che abbiamo scelto questa formula per non rendere merito o prendere le distanze da chi ha scritto qualcosa! Piuttosto in alcuni casi l'abbiamo utilizzata nella convinzione che non aggiungesse valore al testo sapere a chi appartenesse la penna – anzi la tastiera – di chi l'ha prodotto.

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