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Dopo la guerra in Iraq un nuovo scenario competitivo: l’Europa deve investire nella propria sicurezza

28 Marzo 2003

Dopo la guerra in Iraq un nuovo scenario competitivo: l’Europa deve investire nella propria sicurezza

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È l'opinione di Charles A. Kupchan, che è intervenuto all'IT Security Conference 2003, l'evento organizzato da IDC sulla sicurezza in ambito aziendale

I fattori congiunturali che caratterizzano il mercato dell’informatica sono stati analizzati nel corso della seconda edizione di IT Security Conference, organizzata a Milano da IDC e che si è tenuta il 26 e 27 marzo al Milan Marriott Hotel.

Gli analisti IDC e i relatori che si sono avvicendati nelle due giornate concordano nel ritenere fondamentale un approccio globale al fattore “sicurezza”, non più relegata esclusivamente all’ambito tecnologico, ma parte integrante degli asset aziendali e, come tale, da considerare in
maniera integrata con l’operatività e il business dell’azienda. È quindi essenziale che sicurezza logica e fisica convergano, evolvendo quali elementi ad alto valore aggiunto anche nel contesto più ampio della strategia gestionale delle singole aziende.

Di grande richiamo per il pubblico l’intervento con prospettiva prettamente geopolitica che il professore statunitense Charles A. Kupchan, Senior Fellow and Director, Council on Foreign Relations, ha tenuto ieri pomeriggio.

“La crisi in Iraq ha originato una profonda divisione dell’Occidente. L’America e l’Europa stanno imboccando strade diverse e decenni di alleanze stanno lasciando il posto ad una rinnovata competizione a livello geografico e politico”. Così Kupchan ha esordito, commentando la situazione internazionale. “È evidente – ha aggiunto – che oggi la sicurezza europea e statunitense non sono più strettamente correlate e questo porterà inevitabilmente alla scomparsa della NATO. È quindi necessario che l’Unione Europea inizi a prepararsi per la fase successiva alla Pax Americana”.

Kupchan, esprimendo il proprio pensiero sul concetto di sicurezza, ha poi dichiarato: “La divisione dell’Europa durante il dibattito dell’ONU sull’Iraq ha visto paesi, tra cui l’Italia, offrire il proprio supporto agli Stati Uniti e, sebbene Washington ne abbia certamente apprezzato il sostegno, lavorare per rafforzare l’alleanza Atlantica non è certo stato un buon investimento per il futuro dell’Italia. Gli Stati Uniti, inevitabilmente, ridimensioneranno l’influenza sul Vecchio Continente: è quindi necessario che i paesi europei si preparino autonomamente alla gestione della propria sicurezza”.

E ancora riferendosi alla situazione attuale in Medio Oriente, ha sostenuto Kupchan: “L’invasione dell’Iraq sarà verosimilmente lunga e dolorosa. Ci sono, a mio parere, ben poche ragioni per ritenere che la caduta di Saddam Hussein porti a un miglioramento della situazione politica in Medio Oriente. Credo, piuttosto, che possano inasprirsi gli estremismi nella regione”.

L'autore

  • Redazione Apogeonline
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