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Dopo la Cina, anche la Russia vuole mettere sotto controllo Internet

05 Febbraio 2002

Dopo la Cina, anche la Russia vuole mettere sotto controllo Internet

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Ci risiamo. Dopo la Cina che ha messo in piedi una rete di controllo su Internet e leggi severe, è l’ora della Russia cercare di mettere le mani sulla Rete.

Il ministro russo dell’Interno sta preparando disposizioni per mettere sotto controllo e autorizzazione l’accesso a Internet. Lo fa sfruttando gli emendamenti alla legge sulla sicurezza nazionale (il suono di queste parole mette ancora i brividi) che dovrebbe essere presentato alla Duma in primavera, come riportano fonti di stampa russe.

A parlarne è il quotidiano di opposizione, Novye Izvestia (uno dei pochi rimasti, dopo l’epurazione sui mezzi di informazione portata avanti da Putin e dai suoi collaboratori) che, citando fonti del ministero, parla di registrazione di ogni utente Internet presso le autorità di polizia.

Prima di poter acquistare un modem o farsi installare una linea ad alta velocità, il potenziale utente Internet dovrà, secondo quanto dicono queste fonti, ricevere un’autorizzazione di polizia, rilasciata dopo attente verifiche presso il vicinato.

Avuto il permesso, poi, dovrà anche pagare una tassa.

Il ministero prevede anche un emendamento che allarga le disposizioni previste all’articolo 272 del Codice penale su “l’accesso illegale all’informazione informatizzata”, sempre secondo il quotidiano russo.

Su questo argomento è stato intervistato dall’AFP un portavoce del ministero dell’Interno che ha detto di “non aver nulla da dichiarare su questo soggetto”.
Intanto agenti russi hanno diffuso una smentita categorica del ministro, che bolla queste informazioni come “assurde”.

Il quotidiano di opposizione (che appartiene al miliardario in esilio, Boris Berezovski) sottolinea che questa iniziativa nasce dalla Commissione sulla sicurezza dell’informazione creata con l’appoggio del direttore del FSB (l’ex KGB sovietico), Nikolai Patrouchev.

Il quotidiano aggiunge che queste disposizioni entrano nel progetto di campagna di regolarizzazione dei media indipendenti e sull’accesso a Internet parla di disposizioni tecniche che permettono la connessione dei computer dei fornitori di accessi a quelli dei servizi segreti, per il controllo delle informazioni trasmesse compresi i messaggi di posta elettronica.

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