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Dissalatori a energia eolica

05 Settembre 2002

Dissalatori a energia eolica

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I tecnici dell'Istituto tecnologico delle Canarie nel centro di ricerca di Porto Izquierdo, isola di Gran Canaria, hanno realizzato un prototipo di impianto di dissalazione dell'acqua di mare interamente alimentato dall'energia del vento

È “l’uovo di Colombo”, ma nessuno ci aveva ancora pensato. Un’isola in mezzo all’oceano ha sempre il problema dell’acqua potabile, a cui occorre far fronte con degli impianti di dissalazione che hanno bisogno di non poca energia elettrica. Ma un’isola in mezzo all’oceano ha anche una risorsa inesauribile, gratuita e, soprattutto, non inquinante: il vento. Perché allora non sfruttare l’energia eolica per il funzionamento dei dissalatori? È ciò che hanno realizzato i tecnici dell’Istituto tecnologico delle Canarie che, nel loro centro di ricerca di Porto Izquierdo (isola di Gran Canaria) hanno realizzato un prototipo di impianto di dissalazione dell’acqua di mare interamente alimentato dall’energia del vento.

Situate nell’oceano Atlantico, intorno al 28° parallelo a poco più di 100 Km dalla costa marocchina, le sette isole dell’arcipelago delle Canarie hanno un impellente bisogno di acqua dolce. Non solo per dissetare i milioni di turisti che durante tutto l’anno affollano le loro spiagge (e per innaffiare i giardini, i campi da golf, riempire le piscine…), ma anche per i 2 milioni di abitanti qui residenti e per sostenere una fiorente agricoltura. Il terreno, di origine vulcanica, è assai fertile e il clima mite (18-25° centigradi costanti) permette anche 3 raccolti l’anno. Ma le sorgenti sono poche e di scarsa rilevanza. Tant’è che nelle Canarie gli impianti di desalinizzazione e potabilizzazione dell’acqua marina sono disseminati ovunque, producono più di 500 mila metri cubi d’acqua potabile al giorno e, per il loro funzionamento, assorbono quasi il 20 per cento dell’energia elettrica prodotta nell’arcipelago.

In buona parte si tratta di impianti di desalinizzazione detti “a osmosi inversa”: l’acqua di mare (prelevata a 800-900 metri dalla costa e a 15-20 metri di profondità) dopo esser stata filtrata per eliminare alghe e plancton viene immessa ad alta pressione (60 bar) in speciali filtri capaci di trattenere il sale. Tutto il sistema, dunque, si basa su condotte forzate dove agiscono numerose pompe elettriche.

Nel centro di Pozo Izquierdo (sul versante sud-est di Gran Canaria) è stata calcolata un’aspettativa media annuale di vento di 7,5 metri al secondo, più che sufficiente a far funzionare con profitto gli altissimi areogeneratori a due pale che sono disseminati su questo lato dell’isola e che già producono energia elettrica per usi civili. “Nel 1995 due di questi areogeneratori sono stati collegati direttamente al sistema di pompaggio dell’acqua”, ci spiega Gonzalo Piernavieja Izquierdo, responsabile del Dipartimento energie rinnovabili e acqua dell’Istituto tecnologico delle Canarie, “ottenendo un impianto di desalinizzazione a osmosi inversa che quasi non ha bisogno di elettricità per funzionare. Sfruttando l’energia del vento si producono così 24 mila litri al giorno di acqua dolce. L’impianto è, tecnicamente, ancora un prototipo, ma con pochissimi adeguamenti potrebbe diventare un “prodotto” definitivo, realizzabile dovunque ci sia vento e ci sia bisogno di acqua potabile”. Con lo stesso sistema, tra l’altro, si possono azionare anche impianti di refrigerazione, di produzione di ghiaccio o di aria condizionata.

Una delle missioni dell’Istituto tecnologico delle Canarie (creato e finanziato dal Governo regionale delle Canarie e sostenuto anche tramite fondi dell’Unione europea) è il trasferimento tecnologico verso i Paesi in via di sviluppo. In quest’ottica sono nati diversi progetti per migliorare le condizioni di vita dei villaggi sperduti e non raggiunti da energia elettrica o acqua potabile. Un semplice container (facilmente trasportabile da un camion o da un elicottero) è attrezzabile, a seconde delle necessità, con una piccola centrale elettrica (generatore diesel, pannelli fotovoltaici, impianto eolico) oppure con un impianto di desalinizzazione/potabilizzazione, oppure ancora con un impianto di refrigerazione (alimentato da un piccolo areogeneratore) per la conservazione dei cibi e dei prodotti dell’orto.

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