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Dio e i suoi eredi

03 Ottobre 2016

Dio e i suoi eredi

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Jon Postel fu definito per scherzo il dio di Internet e si spense il 16 ottobre 1998. Chi era e chi ha ereditato i suoi poteri assoluti.

Se un nostro lettore vuole registrare www.il-suo-nome.it e utilizzarlo per una casella di posta elettronica o un sito web può farlo liberamente, dietro richiesta formale e conseguente esborso di una piccola somma.

Oggigiorno la registrazione è del tutto automatica, quasi istantanea, anche se lo stesso non si può dire delle variazioni alla registrazione. Chi registra un nome punto it si rivolge a una azienda privata come Aruba, OVH o Register.it, la quale la inoltra all’ente pubblico competente, un dipartimento del CNR, delegato a tale scopo dal governo. Ma quale entità suprema ha concesso al governo italiano di assegnare (e revocare) i nomi punto it su Internet? Jon Postel, naturalmente.

Jon Postel mostra una mappa dei nomi di dominio Internet disegnata a mano e appesa a un muro. Foto da Wikimedia

Jon Postel nel 1994, mentre mostra una mappa dei nomi di dominio sulla Rete.

Quando Internet si formò negli anni Settanta, si vide subito il bisogno di un’autorità centrale che si occupasse tra l’altro dei nomi usati in Rete. Per esempio: i nomi punto in spettano a India o Indonesia? Se crolla l’Unione Sovietica, che fine fanno tutti i nomi punto su? Sbrigativamente, il gruppetto di accademici americani che si occupava della nascente rete assegnò la responsabilità a Jonathan Bruce Postel (1943-1998), detto Jon.

Responsabile unico dell’assegnazione di nomi e dei numeri corrispondenti: quando digitate un nome come apogeonline.com, il calcolatore non può far niente sin quando quel nome è tradotto in un numero IP che identifica univocamente il server dove questa mia paginetta è stata registrata, e cioè 212.239.45.42. Postel si trovò dunque come unico membro dell’apposito ufficio, IANA, sigla appunto di Internet Assigned Numbers Authority. Una sinecura, all’inizio, quando di Internet non importava molto a nessuno, ma che presto diventò un incarico importante. Nel febbraio 1997 il prestigioso giornale britannico The Economist scrisse di lui così:

Dio, perlomeno nell’Occidente, è raffigurato con una gran barba bianca e sandali ai piedi […] se Internet ha un dio, si tratta probabilmente di Jon Postel, un uomo che rispecchia quella rappresentazione alla lettera.

Jon Postel fu anche l’ideatore del sistema degli RFC, le note tecniche che descrivono il funzionamento di tutti i protocolli che fanno funzionare Internet, e l’autore di oltre duecento di quei documenti. Uno dei padri di Internet, dunque, senza dubbio. Ma qui ci interessa capire la sua autorità su nomi e numeri.

Postel decise che ogni governo riconosciuto dalle Nazioni Uniti avrebbe ricevuto il controllo di tutti i nomi che terminano con il punto e le due lettere identificative previste dai codici internazionali ISO. Operativamente, quando il governo di una nazione affidava a un ente nazionale questo potere, l’ente scriveva a Postel e gli chiedeva di rendere visibile su Internet un server radice che funzionasse da indice generale, e Postel approvava. Postel assegnò il controllo del suffisso più popolare, il punto com, a Verisign, che ancora oggi ne gestisce i server radice e i relativi centoventi miliardi di richieste annuali di trasformazione di nomi in numeri.

Alla radice della polemica

Nel 1998, pochi mesi prima della sua morte, Postel decise di propria autorità di riassegnare l’indice generale di Internet (quello che elenca tutti i server radice), sin qui interamente residente negli USA, distribuendolo tra otto operatori privati e solo quattro enti federali statunitensi. Il governo americano gli ordinò di revocare la decisione. Da allora e sino a pochi giorni fa l’ufficio federale statunitense NTIA (National Telecommunications and Information Administration) ha formalmente tenuto le briglie del sistema. Dimostrandosi poi in pratica un perfetto e inutile passacarte, che stampigliava ogni richiesta ricevuta passandola ai tecnici responsabili delle modifiche effettive.

Da ieri, 2 ottobre 2016, la necessità di quel timbro formale è stata abrogata. Il governo degli USA oggi non ha più formalmente il controllo di Internet — non senza polemiche: i governatori repubblicani di quattro Stati degli USA, e Donald Trump, hanno cercato di bloccare il trasferimento con una azione legale, che è stata però respinta all’ultimo momento.

Diciotto anni dopo la scomparsa di Jon Postel, quindi, si spegne anche l’ultima eco dei suoi formalmente impressionanti poteri. Possiamo ben immaginare cosa commenterebbe Francesco Guccini.

L'autore

  • Luca Accomazzi
    Luca Accomazzi (@misterakko) lavora con i personal Apple dal 1980. Autore di oltre venti libri, innumerevoli articoli di divulgazione, decine di siti web e due pacchetti software, Accomazzi vanta (in ordine sparso) una laurea in informatica, una moglie, una figlia, una società che sviluppa tecnologie per siti Internet

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