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DataGrid: piccoli computer crescono

04 Maggio 2004

DataGrid: piccoli computer crescono

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Una sorta di super computer virtuale: è forse questo il modo migliore di descrivere il progetto europeo DataGrid, diventato operativo poco prima di Pasqua

Il programma – il cui sviluppo è stato avviato nel 2000 – è basato sui concetti del Grid computing, secondo i quali migliaia di piccoli computer collegati tra di loro possono rappresentare una valida alternativa ai costosi super computer per effettuare grossi calcoli scientifici.

L’idea di sviluppare un’applicazione di questo tipo è nata nei laboratori di fisica delle particelle del Cern di Ginevra, dove si sta lavorando alla messa in funzione del Large Hadron Collider (LHC). Nel 2007 l’LHC sarà il più potente acceleratore di particelle del mondo e consentirà di operare con un livello di precisione finora sconosciuto. A condizione, però, di poter analizzare l’enorme massa d’informazioni che scaturirà dalle violente collisioni tra le particelle. Ed è a questo punto che entra in scena il “super computer virtuale”, composto da circa diecimila processori messi in rete in tutta Europa.

L’esigenza dei fisici che stanno lavorando all’LHC è comune anche a molti altri ricercatori, i cui computer, in genere, sono inattivi per una parte della giornata, soprattutto di notte e nei giorni festivi. Perché non utilizzarli, allora, mettendoli in rete? È stata questa constatazione che ha portato alla progettazione dell’European DataGrid.

Diretto dagli informatici del Cern (dove è stato inventato, ricordiamolo, il Web) e finanziato dall’Unione Europa con dieci milioni di euro, mette in comune le risorse di 21 istituiti di ricerca in 8 paesi diversi. Oggi, questo progetto consente di ipotizzare una nuova infrastruttura per la ricerca scientifica, dotata di un’enorme potenza di calcolo disponibile 24 ore su 24, di facile accesso e a costi molto contenuti.

Nel momento in cui gli informatici del Cern hanno realizzato i primi test, si sono subito resi conto che la “griglia” funzionava e aveva delle potenzialità enormi. Con DataGrid, ad esempio, è possibile confrontare una sequenza di DNA con tutte quelle contenute nelle varie banche dati. Il biologo si deve limitare a inserire la sequenza da analizzare e indicare le banche dati che vuole utilizzare; il sistema si fa carico di tutto il resto. A ogni richiesta DataGrid si organizza, verifica quali computer sono disponibili e quali altri sono invece utilizzati dai loro proprietari, e procede al calcolo.

La stessa operazione può essere effettuata per calcolare in quale modo irradiare un tumore al cervello senza danneggiare le cellule sane, un procedimento che richiede, in genere, calcoli molto complessi. L’Istituto Pierre-La-Place di Parigi, ad esempio, ha utilizzato il DataGrid per realizzare una ricostruzione tridimensionale dello strato di ozono sopra l’Antartico partendo da dati satellitari.

DataGrid è stato già approvato dall’Open Source Initiative Corporation ed è quindi un software libero. Nel prossimo futuro sarà la base di partenza per la costruzione della rete di calcolo permanente che la Commissione europea ha deciso di realizzare alla luce del successo dell’iniziativa.

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