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Dall’Apple Expo un monito ai pirati di Mac OS X per Intel

22 Settembre 2005

Dall’Apple Expo un monito ai pirati di Mac OS X per Intel

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Di passaggio a Parigi in occasione dell’Apple Expo, Steve Jobs ritorna sul successo di iPod e fustiga i pirati della versione beta di Mac OS X per chip Intel

Ormai i grandi annunci erano stati fatti a inizio settembre, quando si parlò del lancio del ROKR, telefono Motorola con iTunes, in USA, e soprattutto, dell’iPod nano, il nuovo piccolo gioiellino della fortunatissima serie. Eppure il patron di Apple ha deciso di presenziare a Parigi per sottoporsi a una conferenza stampa.

Abile esperto marketing

Il vecchio continente, come ha ricordato Steve Jobs, resta un mercato chiave per Apple, con una crescita notevole, soprattutto nel Regno Unito, e la necessità di consolidamento nei paesi emergenti, come la Russia e la Turchia.

Comunque, la società della Mela è decisamente ben posizionata sui mercati del mondo intero: iTunes Music Store è numero uno delle vendite di musica online, iPod svetta in testa alla classifica dei lettori Mp3 digitali, mentre la crescita delle vendite di Mac sarebbe doppia rispetto a quella del mercato dei computer in generale.

Jobs spiega il fenomeno a modo suo: “Milioni di persone scoprono Apple con iPod e, poiché lo trovano eccellente, hanno voglia di vedere che cosa facciamo di altro, così acquistano altri prodotti”.

Ma dove stanno le ragioni di un tale successo?

Secondo il patron di Apple, le ragioni del successo di iPod sono le stesse che hanno fatto il successo del Mac: l’integrazione. “Siamo il primi non soltanto perché abbiamo realizzato un ottimo lettore digitale, ma anche perché abbiamo un sistema, delle applicazioni e un servizio che vanno di pari passo. Una concomitanza di fattori che nessuno dei nostri concorrenti può vantare”.

Tecnologia sofisticata, utilizzo semplice: questo il solo credo, la sola informazione che Jobs rilascia circa la sua strategia. Ma è un dato importante, perché rappresenta un po’ il fulcro di Apple.

Ne sono un chiaro esempio l’assenza di radio su iPod, oppure l’incompatibilità Bluetooth. Occorrerebbe infatti, in quest’ultimo caso, ricaricare non soltanto il lettore, ma anche gli altri supporti necessari, e i consumatori non sopporterebbero una simile opzione”.

Il patron di Apple ha poi ribadito il suo scetticismo nei confronti della convergenza televisione-computer: “Tecnicamente, non c’è nessun problema. Ad essere complicato è il mercato: per il consumatore, televisione e micro restano due concetti molto diversi”. E il medesimo scetticismo Jobs l’ha espresso anche nei confronti di un ipotetico iPod video e in merito al download di musica su cellulare, due aspetti lasciati in sospeso nell’attesa di vedere le evoluzioni del mercato.

Infine, l’annuncio che il passaggio del Macintosh ai chip Intel avverrà entro fine giugno 2006 anche se, ricorda Steve Jobs, “non si compera Mac per il processore che c’è dentro, ma per il suo OS”; per concludere poi con un’invettiva di tutto rispetto contro chi ha già fatto girare su Pc una versione pirata del futuro Mac OS X per Intel: “No, non invieremo i nostri avvocati. Ma bruceranno all’inferno!”.

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