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Curiosità, libertà, comunità

21 Gennaio 2013

Curiosità, libertà, comunità

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Penne abbastanza forti diventano editrici di sé stesse, a costo di cercare il supporto pagato dai lettori via Internet.

Andrew Sullivan è uno dei blogger più conosciuti e seguiti al mondo. A partire dalla fine di gennaio il suo blog The Dish smetterà di essere ospitato sulle pagine del Daily Beast e tornerà a essere indipendente.

Così Sullivan ha commentato la vicenda in un suo lungo post:

Quando mi sono imbattuto per la prima volta nei blog, dodici anni fa, è stato per due ragioni: curiosità e libertà.

Il modello di business scelto è semplice: farsi pagare per farsi leggere. Sullivan chiede una donazione di (almeno) 19,99 dollari l’anno per poter accedere ai contenuti più lunghi e – verosimilmente – più interessanti. Tutto il resto – compresi i feed RSS e il traffico proveniente dai link esterni – resta gratuito, accessibile a tutti.

Nel caso di Sullivan – a differenza di quanto succede con i paywall delle testate giornalistiche – monetizzare l’accesso non è tanto una pratica di esclusione, quanto un modo per stabilire l’appartenenza a una comunità e rafforzarla (l’appartenenza e la comunità). Come scrive Felix Salmon:

Il vero parallelo in questo caso non va fatto con i paywall editoriali, ma con i progetti finanziati su Kickstarter. È bello aiutare qualcosa che si ama e che si ammira.

In una settimana, The Dish ha raccolto circa 400.000 dollari, la metà di quanto serva a sostenere un anno di attività. Alla base del suo successo c’è il lavoro costante e assiduo intorno e dentro la comunità dei propri lettori: senso di appartenenza, coinvolgimento nelle scelte editoriali, condivisione e racconto della vita del prodotto. Sullivan non costringe nessuno a pagare: chiede a chi si sente già parte di una comunità di sostenerla e aiutarla a vivere e a crescere.

In New Rules for the New Economy (scritto nel 1998), Kevin Kelly (allora executive editor di Wired) sostiene che:

Via via che i network assorbono ogni sfera del commercio, l’obiettivo principale di un’azienda passa dal massimizzare il suo valore a massimizzare il valore del suo network.

L’applicazione pratica di questo approccio è nel ribaltamento dell’approccio di marketing classico: market first, publish later, dove l’azione di marketing è diretta alla comunità di persone interessate all’argomento della pubblicazione e – verosimilmente – alle attività del suo autore.

È importante essere chiari: non si tratta di marketing virale, né di sovrasposizione mediatica dell’autore. Al contrario, si tratta di un processo lungo – almeno un anno – che deve iniziare con la stesura del libro (di cui si può condividere la lavorazione) e che per avere successo deve essere spontaneo, non limitarsi a sembrarlo: deve avvenire per necessità, ponendosi in un gruppo di pari.

Un buon proposito per l’editoria del 2013.

L'autore

  • Ivan Rachieli
    Ivan Rachieli, 30 anni, laurea in letteratura russa, master in editoria. Ha lavorato in GeMS con gli ebook, e in ZephirWorks con le applicazioni web. Un giorno mollerà tutto e se ne andrà sul lago Bajkal, per dedicarsi finalmente alle cose serie, come ad esempio la caccia col falcone. Se avete voglia di conoscerlo meglio, potete fare due chiacchiere con lui su Twitter @iscarlets o leggere il suo blog.

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