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Copyright a doppia faccia

22 Settembre 2014

Copyright a doppia faccia

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In quest’epoca è difficile dire se il clone di un prodotto o di un’idea sia progresso o altrimenti mera appropriazione indebita.

La testata satirica The Onion ha fatto centro nell’interpretare il dualismo Apple-Samsung e relativo confronto tra iPhone 6 e Galaxy S5. Alla voce case della tabella, sia involucro che fascicolo legale, hanno indicato quest’ultimo.
Più procede l’evoluzione degli apparecchi, più il risultato delle cause legali interessa unicamente agli avvocati delle due parti. I risarcimenti in gioco si misurano in centinaia di milioni oppure pochi miliardi, cifre tanto consistenti in assoluto quanto irrilevanti dentro i fatturati annuali di Cupertino o Seul.
In campo software, definire quando l’appropriazione di un’idea risulti indebita oppure sia un bene dipende molto da come va a finire. Ricordato come d’obbligo Picasso secondo cui i buoni artisti copiano e quelli grandi rubano, uno dei successi storici dell’open source – Linux – nasce nel momento in cui Linus Torvalds decide di scrivere un sistema operativo esplicitamente ispirato a Minix, che esiste tuttora e (quasi) nessuno si fila.
Anche la notizia software degli ultimi giorni deriva da un progetto nato sotto ispirazione: l’acquisto di Mojang (per avere Minecraft) da parte di Microsoft per due miliardi e mezzo di dollari. Re/code riepiloga così la nascita del fenomeno:

Nel maggio 2009, sui forum della nota striscia web xkcd venne chiesto quale fosse la cosa più “geeky” fatta di recente. Uno degli interlocutori stava imparando a programmare in Python. Un altro aveva progettato un collare a radiofrequenza per il gatto. La nona risposta arrivò da “Notch”, che scrisse “Ho iniziato a lavorare su un clone di Infiniminer. È piuttosto geeky”. Tre giorni dopo, Markus “Notch” Persson pubblicò una versione alpha giocabile del suo clone. Nel giro di dodici minuti un giocatore aveva scoperto una grotta sotterranea e sottolineato il “grande senso di esplorazione” del gioco. Nel giro di poche ore qualcuno aveva già usato le possibilità di costruzione creativa del programma per ricreare una gigantesca sagoma di Mario, il personaggio iconico di Nintendo.

La popolarità di Infiniminer è una minima frazione di quella di Minecraft e la cosa non ha creato imbarazzi all’autore Zachary Barth, che ha dichiarato prendere a prestito idee di altri è parte integrale del processo creativo. Infiniminer è nato del resto come fusione dei concetti di Infinifrag, Team Fortress 2 e Motherload.
I creatori di Threes, Greg Wohlwend e Asher Vollmer, sono meno d’accordo. Il loro raffinato ed elegante rompicapo aritmetico è stato rapidamente copiato – e banalizzato – da 2048 di Ketchapp (che poi ha ripreso il lavoro di Gabriele Cirulli) e tutto quello che hanno potuto fare è lamentarsene sul proprio sito.
Situazioni di plagio sfacciato e distruttivo contrapposte a un processo creativo che si nutre del lavoro compiuto da altri, arricchito da una nuova idea o una variante significativa nel concetto originale. Difficile trovare un sistema di protezione dell’opera dell’ingegno capace di distinguere in modo efficace la copia sterile da quella feconda. Appena avremo una buona soluzione, certamente Simone Aliprandi ci informerà.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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