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Continuità progresso

04 Giugno 2014

Continuità progresso

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Non c’è più una competizione specifica tra apparecchi o sistemi operativi, ma tra intere cosmologie informatiche.

Non è questo lo spazio per la cronaca dell’apertura del convegno mondiale degli sviluppatori Apple, WWDC, per la quale rimandiamo al video completo o altrimenti alla sintesi di dodici minuti creata da 9to5Mac (visibile sotto).
La casa della Mela ha passato lustri a competere principalmente con Microsoft, mentre ora il duello si svolge prevalentemente con l’accoppiata Google-Samsung, vale a dire ben oltre un miliardo di apparecchi Android, con Microsoft a vivere di rendita su Windows e Office e cercare con Windows Phone uno spazio che finora si è dimostrato residuale.
La natura della competizione è molto cambiata. Microsoft realizzava il solo software e delegava ai costruttori l’hardware; Apple ha sempre realizzato sia l’uno che l’altro componente e sempre più questo diventa un fattore importante per restare a galla nel mercato. Non è un caso che Samsung stia sperimentando un proprio sistema operativo (Tizen) sugli orologi intelligenti Gear 2 e Google, che ha sentito la necessità di firmare la gamma Nexus di smartphone e tavolette, rivolga attenzioni dirette ai Chromebook. Per non parlare di Microsoft, che con Surface Pro 3 punta al mercato dei portatili supersottili, gli ultrabook. Lo aveva detto il ricercatore Alan Kay in tempi non sospetti e sta diventando essenziale per tutti:

Le persone veramente serie rispetto al proprio software dovrebbero provvedere da sé all’hardware.

A hardware e software si è aggiunto l’ecosistema, in pratica hardware e software più servizi, si chiamino app, cloud o la prossima nuova parola chiave. L’ecosistema è essenziale: Microsoft stenta tra i telefonini perché il suo negozio di software non è ancora come gli altri per vastità e qualità. Google conquista tante scrivanie grazie alle sue app accessibili via browser e Apple conserva preminenza, nonostante numeri ben inferiori a quelli di Android, proprio perché ha le app migliori. Si potrebbe allargare il discorso a libri, musica, video, fino a tirare in ballo anche Amazon.
È interessante constatare come le tre grandi concepiscano l’ecosistema in modi veramente differenti. Google si comporta come un universo post-Big Bang, dove la grande esplosione iniziale è quella Android. Gli oggetti, le applicazioni, gli apparecchi nascono, muoiono, cambiano con sostanziale indifferenza di chi tiene insieme il tutto con la forza debole, ma ampia nel raggio di azione, di Chrome. Il risultato è l’Android frammentato che conosciamo e mille esperienze di prodotto che possono differire l’una dall’altra in modo quasi selvaggio.
Microsoft segue un forte eliocentrismo, corrispondente a Windows, che è lo stesso per tutti e a tutti distribuisce uguale energia e luce. Dai cinquanta pollici della console dell’operatore video al più piccolo degli smartphone, l’esperienza deve essere sempre identica.
Apple vede più sistemi planetari (iPhone, Mac, iPad, Apple TV eccetera) cui fornisce leggi fisiche pensate ad hoc, che si somigliano ma vogliono essere quelle giuste (secondo il designer) per ogni situazione. E al WWDC ha annunciato Continuity.
Continuity significa che, lasciata a mezzo una mail su Mac perché è tempo di uscire, su iPhone si troverà esattamente quella mezza mail pronta da completare. Oppure che, se suona il telefono e iPhone è rimasto nella borsa appoggiata sul divano, si può rispondere alla chiamata dal Mac a portata di Wi-Fi.
Ciò che conta è il contenuto. L’informazione, il dato, il lavoro da completare. Tutto quello che sta in mezzo, hardware software e servizi, è una contingenza da rendere il più possibile trasparente e trascurabile.
È una visione da continuum spaziotemporale informatico, dove sussiste la relatività generale – tutti sappiamo che il tempo scorre diversamente su iPhone e su Mac, se stiamo scrivendo un lungo testo – e dove sta un progresso percepibile rispetto a come abbiamo lavorato fino a ieri. O almeno dove sta una volontà di proporre un progresso, in attesa di vedere i prodotti reali e verificare se corrisponderanno all’aspettativa.

L'autore

  • Lucio Bragagnolo
    Lucio Bragagnolo è giornalista, divulgatore, produttore di contenuti, consulente in comunicazione e media. Si occupa di mondo Apple, informatica e nuove tecnologie con entusiasmo crescente. Nel tempo libero gioca di ruolo, legge, balbetta Lisp e pratica sport di squadra. È sposato felicemente con Stefania e padre apprendista di Lidia e Nive.

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