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Condividere file MP3 blocca i network universitari

21 Febbraio 2000

Condividere file MP3 blocca i network universitari

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Svariate università statunitensi hanno bloccato l’accesso dei network interni al software Napster che consente la condivisione dei file sonori MP3. Motivo: facendo girare il programma si finisce con l’occupare un’eccessiva ampiezza di banda. Napster apre i file MP3 sull’hard drive dell’utente per poi procedere a ricerca e download di quelli presenti sui PC di altri utenti, riuscendo così mettere a disposizione anche centinaia di migliaia di file. E siccome succede tranquillamente che siano perfino centinaia gli studenti che decidano di scambiarsi tra loro decine di tali file nello stesso momento, ecco che la banda viene rapidamente risucchiata.

Ad esempio, presso la St. Cloud University in Minnesota, si è trovato che Napster occupava una media compresa tra il 10 e il 40 per cento dell’intera banda a disposizione, diminuendo così drasticamente velocità e affidabilità della connessione di tutti gli altri utenti. Dal canto suo la Oregon State University ha provato a informare preventivamente ogni studente sugli usi accettabili delle risorse del network locale, ma ha dovuto comunque bloccare l’accesso quando centinaia di utenti hanno iniziato ad usare il programma. Per tutta risposta a simili iniziative, in alcuni casi gli studenti hanno iniziato massicce raccolte di firme in calce a petizioni pro-Napster.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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