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Come si cambia per non morire

21 Marzo 2012

Come si cambia per non morire

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Se cade il bastione dell'opposizione di Mozilla a H.264 in nome della scarsa apertura, possono guadagnarne lo standard di linguaggio di marcatura e lo stesso Firefox.

Era l’11 dicembre 2007 e Ian Hickson, editore della specifica Html5, si apprestava a dare ennesima dimostrazione del suo decisionismo. In una mail con oggetto Video codec requirements changed, Hickson prendeva atto dell’impossibilità di raggiungere un accordo su un codec video condiviso tra i principali browser.

Quel mancato accordo ha sempre rappresentato una debolezza intrinseca dell’elemento <video> così tenacemente voluto dal team di Opera. In effetti, se si vuole avere la ragionevole certezza che il filmato offerto in modalità Html5 sia fruibile dagli utenti dei cinque principali browser, è necessario proporre lo stesso contenuto in almeno due codec diversi.

Sembrava impossibile uscire da questa situazione di stallo quando, inaspettatamente, in una virata dall’idealismo al pragmatismo, Andreas Gal, direttore ricerche di Mozilla inizia a discutere concretamente di un supporto del codec H.264 sulla nuova piattaforma Boot to Gecko.

Initially this [encoding support] will be enabled on Gonk (B2G). In a few weeks we will add support for Android as well. We will support decoding any video/audio format that is supported by existing decoders present on the system, including H.264 and MP3.

Ora piovono critiche su Mozilla che paga la dura posizione ideologica assunta su questo tema: è stato dichiarato a più riprese che Firefox non avrebbe supportato tecnologie chiuse. La fondazione avrebbe avuto gioco facile nel giustificare questa resistenza puntando sull’aspetto finanziario dell’operazione: i costi di una tecnologia sulla quale gravano royalties che non impensieriscono colossi come Microsoft, Apple e Google hanno un impatto ben più rilevante sul bilancio di una organizzazione no-profit. Ora Mozilla incontrerebbe minori resistenze all’adozione di una nuova strategia.

Non credo si debba disperare. Se questa decisione, come sembra, diverrà una scelta operativa e se sarà estesa anche al mondo desktop – una volta diradate le critiche – ci resterà un marcatore <video> HTML5 più robusto di quello di cui disponiamo oggi.

L'autore

  • Gabriele Gigliotti
    Gabriele Gigliotti, ha maturato una grande esperienza nella programmazione Java e da quasi vent'anni studia e scrive libri sulle tecnologie web, dedicandosi in particolare all'insegnamento del linguaggio HTML.

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