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Come rispettare il copyright degli altri e fare rispettare il nostro sui social media

29 Luglio 2021

Come rispettare il copyright degli altri e fare rispettare il nostro sui social media

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I media e i contenuti che si trovano su Internet sono pubblici, ma non sono di dominio pubblico. Ecco come comportarsi (e chiedere agli altri di farlo).

Come devo comportarmi per rispettare il copyright quando pubblico qualcosa online

Che ci piaccia o meno, siamo in un mondo copyright by default; dal momento che il copyright scatta automaticamente su tutte le opere che presentano un minimo di carattere creativo, devo comportarmi sempre come se tutto ciò che non ho creato io stesso sia di qualcun altro e quindi quest’altra persona sia titolare del copyright.

La regola generale quindi è caricare in rete solo contenuti creati interamente da me; e chiedere invece un permesso esplicito al titolare quando voglio caricare qualcosa che non ho creato io.

Copyright E Social Media, con Simone Aliprandi

Attenzione: quando dico interamente intendo che nel contenuto da caricare non ci devono essere contributi di altri autori: ad esempio, se sono a un concerto e realizzo un video, è vero che la ripresa video è realizzata da me, ma comunque quel video contiene opere non create da me e va a toccare i diritti d’autore e i diritti connessi di chi ha scritto ed eseguito i brani musicali. Ergo, caricare quel video su YouTube o Facebook potrebbe dar luogo a una segnalazione e conseguente rimozione.

Questa è la regola generale. Tuttavia, per fortuna, la situazione non è così monolitica e vi sono varie situazioni in cui è possibile utilizzare le opere realizzate da altri autori senza dover acquisire uno specifico permesso. Semplificando, possiamo isolare tre casi.

  1. Opere cadute in pubblico dominio.
    Innanzitutto ricordiamoci che il copyright non è eterno; a un certo punto i diritti esclusivi scadono e l’opera diventa di pubblico dominio. È l’esempio dei grandi classici della letteratura, della pittura e della scultura, che diventano privi di tutela dopo 70 anni dalla morte dell’autore.
  2. Situazioni di libero utilizzo stabilite dalla legge.
    Le varie legislazioni prevedono poi alcuni casi di libera utilizzazione e di fair use (cioè uso corretto e non dannoso), che possono essere invocati al verificarsi di alcune specifiche condizioni. Per l’ordinamento italiano si vedano i casi descritti dagli articoli 65 e seguenti della legge sul diritto d’autore (legge 633/1941) che riguardano – per citare solo le più note – le riproduzioni a scopo di rassegna stampa, a scopo di critica/discussione, a scopo didattico/scientifico.
  3. Opere rilasciate con licenze aperte.
    Infine, ci sono le opere liberamente disponibili perché rilasciate dai rispettivi titolari con licenze aperte (Creative Commons e simili), come ad esempio i testi delle voci di Wikipedia e le relative immagini.

Se rientro in una di queste casistiche (nota bene: verificando bene che vi siano tutti i presupposti indicati dalla legge o dalla licenza d’uso), allora posso caricare le opere sui social media senza chiedere il permesso al titolare dei diritti, ma comunque specificando sempre chiaramente chi è l’autore e l’editore ed evitando di lasciare intendere che sia opera mia (sarebbe infatti un falso).

Fin qui abbiamo parlato del caricare un contenuto su una piattaforma. Diversa e molto meno problematica a livello giuridico è la situazione se mi limito invece a condividere un contenuto che è già presente sulla piattaforma, utilizzando il tasto di condivisione offertomi dalla piattaforma stessa. Come spiegato, infatti, in quel caso le regole interne della piattaforma fanno ricadere la principale responsabilità su colui che per primo ha caricato il contenuto indebitamente.

Come posso far rispettare il copyright sulle mie opere pubblicate online

Invertiamo il punto di vista e guardiamo la questione con gli occhi di colui che ha caricato su una piattaforma una propria opera originale e vuole evitare che gli altri utenti ne facciano utilizzi non consentiti.

Diciamolo subito: la questione è delicata; è infatti molto ingenuo non considerare il contesto di cui stiamo parlando, in cui prendere dalla rete qualsivoglia contenuto e caricarlo con pochi e veloci passaggi su tutte le principali piattaforme è diventata pratica costante e molto comune (il più delle volte senza nemmeno porsi il problema del copyright).

I creatori di contenuti digitali quindi devono essere consapevoli che, per quanto il copyright sia vigente anche nel mondo della rete, la rete è di certo un luogo dove è più difficile farlo rispettare.

Detto questo, ci sono comunque alcune cautele che possiamo osservare per difenderci da chi vuole utilizzare e sfruttare indebitamente opere non sue.

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  1. Innanzitutto potrebbe essere buona norma dichiarare chiaramente nel post che l’opera è coperta da copyright e chi è il titolare; si può anche inserire all’interno delle immagini o dei video un watermark con indicazione del titolare dei diritti, l’anno di produzione e il classico simbolino del copyright (©). Questo non attribuisce all’opera chissà quale crisma solenne, ma almeno ha la funzione di avvisare/ricordare che quel contenuto è tutelato e dunque mettere in guardia eventuali furbetti.
  2. Qualora, nonostante le nostre avvertenze, qualcuno abbia preso un nostro contenuto e l’abbia caricato su una piattaforma social senza il nostro permesso, è possibile attivarsi per chiedere la rimozione del contenuto al gestore della piattaforma. Se ci fate caso, in tutti i social media, in ciascun post (al di là che sia un’immagine, un testo, un video, un documento) si trova un menù che permette di segnalare quel post. Aprendo il form per la segnalazione, compariranno alcune opzioni per spiegare al service provider perché secondo noi quel contenuto dovrebbe essere rimosso; tra queste opzioni c’è anche la violazione di diritti di proprietà intellettuale. Inviando la segnalazione dovremmo avere un responso nel giro di qualche ora (a volte qualche giorno). Purtroppo queste piattaforme devono gestire milioni di contenuti ogni giorno e spesso le segnalazioni vanno per le lunghe o, peggio, non vengono adeguatamente prese in esame dai service provider. È un problema noto, di cui si sta discutendo molto in questi mesi in occasione dell’entrata in vigore della nuova direttiva copyright. Si spera che in futuro i service provider dedichino maggiori risorse per far fronte a questo problema e le segnalazioni di violazione di copyright vengano gestite con maggior efficienza e soprattutto trasparenza.
  3. La violazione del diritto d’autore, anche se avvenuta tramite social media, porta a conseguenze legali sia di natura civile, sia di natura penale. Rimane quindi sempre aperta, quantomeno nei casi più gravi ed economicamente rilevanti, l’opzione di rivolgersi a un avvocato specializzato e attivarsi per chiedere un provvedimento giudiziario urgente con relativo risarcimento del danno.
  4. C’è un’ulteriore strada perseguibile. Dal marzo 2014 è in vigore il Regolamento AGCOM in materia di tutela del diritto d’autore che permette, in caso di violazione del diritto d’autore su internet, di chiedere all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni di emettere un provvedimento amministrativo che dispone la rimozione selettiva delle opere o la disabilitazione dell’accesso al sito. La procedura può essere avviata attraverso la compilazione di un apposito form online.

Questo articolo è rilasciato nei termini della licenza Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International.

Immagine di apertura di Hello I’m Nik su Unsplash.

L'autore

  • Simone Aliprandi
    Simone Aliprandi è un avvocato che si occupa di consulenza, ricerca e formazione nel campo del diritto d’autore e più in generale del diritto dell’ICT. Responsabile del progetto copyleft-italia.it, è membro del network Array e collabora come docente con alcuni istituti universitari. Ha pubblicato articoli e libri sul mondo delle tecnologie open e della cultura libera, rilasciando tutte le sue opere con licenze di tipo copyleft.

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