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Come gestire la diffusione online di ricerche biomediche?

26 Luglio 1999

Come gestire la diffusione online di ricerche biomediche?

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Il direttore esecutivo dell’Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare è contrario al piano statunitense che prevede la pubblicazione elettronica delle ricerche non edite su temi legati alla biomedicina. Pur approvando l’ampia circolazione dei testi via Internet, punto centrale rimane quello di evitare la diffusione di materiali non ancora verificati dai pari grado (“peer review”). Nel caso ciò dovesse verificarsi, secondo lo stesso responsabile, potrebbe “seriamente danneggiare la ricerca biomolecolare.”

Un campo dove circolano notizie su talmente tanti esperimenti che, nella visione europea, occorrono degli “assessori” in grado di controllare che tali esperimenti “risultino progettati correttamente, offrano dati attendibili e conclusioni non esagerate.” Il piano statunitense, al contrario, prevede l’accettazione e la diffusione online di testi firmati da qualunque ricercatore del mondo, con l’unico filtro attivato per passaggi osceni o gratuiti.

Un primo compromesso operativo sembra essere la comune accettazione di partire con la diffusione di materiale non controverso — i file relativi ai dati genetici di base.

L'autore

  • Bernardo Parrella
    Bernardo Parrella è un giornalista freelance, traduttore e attivista su temi legati a media e culture digitali. Collabora dagli Stati Uniti con varie testate, tra cui Wired e La Stampa online.

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