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Come fare pubblicità per completare l’attività SEO su Amazon

06 Agosto 2019

Come fare pubblicità per completare l’attività SEO su Amazon

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Dopo avere mostrato che cosa è bene fare a livello SEO per spingere un business di vendita sul negozio online più grande del mondo, è il momento di considerare anche l’advertising.

Amazon va considerata a tutto tondo

Nella maggior parte dei progetti consigliamo sempre di considerare Amazon a tutto tondo, non focalizzando gli investimenti solamente in attività SEO, ma dedicando un occhio di riguardo anche alle potenzialità pubblicitarie offerte dalla piattaforma.

Questo perché, come più o meno succede in Google, le tempistiche per poter riscontrare i primi risultati derivanti da una strategia SEO potrebbero variare da progetto a progetto e un supporto pubblicitario potrebbe costituire un fattore chiave, soprattutto se ci troviamo di fronte ad un mercato nuovo nel quale non abbiamo (forse) la piena consapevolezza del targeting ideale.

A tal proposito, le campagne Amazon ci possono aiutare per scovare nuovi termini di ricerca (a cui non avevamo pensato prima e che magari le persone stanno ricercando con assiduità) da poter riutilizzare nelle nostre schede prodotto, andando così a migliorare alcuni aspetti SEO.

In più, volendo ragionare su un possibile percorso di acquisto, grazie all’advertising possiamo strutturare delle campagne che ci permettano di lavorare maggiormente sulla parte di conoscenza e/o considerazione del nostro prodotto agli occhi del consumatore, andando a puntare su parole chiave simili o complementari rispetto al nostro business.

Per esempio, se vendiamo un sottomano da scrivania, potremmo immaginare uno scenario in cui compariamo anche in ricerche simili a accessori scrivania, kit scrivania, tappetino mouse, touchpad, computer (pensando al fatto che prima o poi le persone avranno bisogno di un sottomano) eccetera. Questo tipo di attività, in ambito SEO sarebbe davvero di difficile realizzazione.

Quando è il caso di avere una strategia a più canali (con Google, Facebook, Instagram…)

Potremmo partire con un dipende. Dipende innanzitutto dal modello di business, dagli obiettivi aziendali e, non da meno, dal budget a disposizione. Provando ad immaginare uno scenario in cui l’unico obiettivo sia la pura vendita (lasciando da parte per il momento un tema come la lead generation), allora potremmo immaginare una strategia in grado di sfruttare canali push come Facebook o Google Display Ads per portare traffico (di qualità) direttamente alle schede prodotto in Amazon (e/o sulle vetrine, se a disposizione).

Per esempio, ci sono aziende che invece di puntare su un e-commerce classico decidono di creare una vera e propria vetrina online: un sito in cui poter comunque visionare i prodotti, contattare l’azienda, leggere qualche articolo di approfondimento sul blog, eccetera, ma con un procedimento d’acquisto (checkout e transazione finale) delegato interamente ad Amazon (tutti i prodotti hanno un link che rimanda al marketplace).

Immaginiamoci invece uno scenario in cui un’azienda abbia come obiettivo (oltre alla vendita ovviamente) la lead generation (perchè crede nell’email marketing, perchè crede nel rapporto con i propri clienti, perché crede nella fidelizzazione, perché è consapevole che il cliente che compra in Amazon è di Amazon). La maggior parte dei clienti pensa che non si possano abbinare attività di lead generation a quelle di vendita. In realtà, ad oggi, esistono piattaforme come Landing Cube che permettono di guidare sapientemente il traffico esterno (ad esempio da Facebook, Google, Pinterest, Blog eccetera) in Amazon e in contemporanea far crescere il proprio brand. Come?

Usando le landing page di Landing Cube, è possibile chiedere a potenziali clienti il loro indirizzo email in cambio di un codice promozionale monouso da utilizzare nel carrello degli acquisti in Amazon. Il risultato è sinonimo di maggiori vendite, conversioni più elevate, ranking migliori e un elenco di e-mail clienti in target.

Bonus: in fase di realizzazione delle campagne drive-to-amazon consigliamo di utilizzare criteri di targeting non troppo freddi. Per esempio in Facebook, si potrebbe su persone che già ci conoscono, quindi che hanno interagito con la pagina (e/o inserzioni), hanno visto schede prodotto o hanno aggiunto al carrello senza acquistare.

È importante conoscere a fondo i tuoi competitor

Grazie alle potenzialità di targetizzazione in Amazon, è sempre più di cruciale importanza conoscere a fondo i propri competitor e la gamma prodotti che stanno vendendo. Tramite campagne manuali, infatti, è possibile scegliere un’opzione interessante (definita PAT, Product Attributes Targeting) in grado di targetizzare le nostre inserzioni sulla base di una lista di ASIN dei competitor. Questo meccanismo potrebbe essere sfruttato non solo per provare a rubare visibilità ad altri brand, ma anche per cogliere occasioni di cross e up-selling.

Bonus: Fai ricerche approfondite prima di scegliere i prodotti target. Esamina il tuo rapporto sui termini di ricerca delle campagne automatiche per scoprire gli ASIN che stanno convertendo di più. Pensaci due volte prima di scegliere un prodotto con valutazioni migliori o un prezzo più basso del tuo. D’altro canto, individua i prodotti che hanno feedback cattivi o che sono più costosi.

Il lavoro sulle parole chiave deve essere continuo

Tutto parte da un’attenta analisi della domanda in Amazon, sia di parole chiave sia dei competitor. La gestione ordinaria delle campagne è incentrata su un unico obiettivo: riuscire a convogliare traffico di qualità al prodotto che risponda alla ricerca delle persone. Oltre ad eliminare tutte le parole chiave non pertinenti che potrebbero attivare i propri annunci (mettendole dunque in targeting negativo), un’attività importante è riuscire a identificare prodotti di competitor che possano esser target dei nostri annunci, così da aggredire la loro quota di mercato.

Tutte queste attività devono essere intensificate quando si avvicinano eventi come Black Friday e Prime Day, dove Amazon registra un forte aumento di traffico di persone in cerca di offerte e con una propensione all’acquisto più elevata.

Utilizzare Amazon per testare un mercato estero

Amazon può essere usato per saggiare un mercato nazionale diverso da quello di partenza, soprattutto quanto si ha un e-commerce avviato in un Paese e si vuole allargare l’offerta all’estero ma non si hanno, per esempio, il tempo o il budget per tradurre l’intero sito. Amazon può essere un’ottima cartina tornasole per capire inizialmente la domanda di un determinato prodotto o categoria di prodotti. Si può quindi iniziare con alcuni articoli di punta e poi espandere l’offerta sia su Amazon sia sull’e-commerce.

SEO e Advertising sono importanti, ma non sono tutto

Quando si vende su Amazon, oltre alla SEO e all’Advertising, ci sono infine molti aspetti che impattano sulle vendite: operazioni che potrebbero non esser così divertenti come le precedenti, ma che sono vitali per rendere l’attività profittevole. Alcune di queste sono ad esempio l’analisi iniziale della domanda; la gestione degli ordini e dell’inventario; la prevenzione dei resi e le varie attività per incentivare le recensioni, che sono di fondamentale importanza e impattano in maniera sostanziale anche sulle attività SEO e di promozione.

L'autore

  • Marco Ziero
    Marco Ziero si occupa di pianificazione e progettazione di strategie di visibilità online. Negli anni ha sviluppato un metodo di lavoro olistico che abbraccia web marketing, web design, analisi di mercato e misurazione dei risultati, focalizzandosi sulle dinamiche della comunicazione in Rete, il posizionamento nei motori di ricerca, l'advertising. È socio di MOCA Interactive e svolge attività di formazione in corsi, master universitari e workshop.

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